Alfa Romeo
Aggiornato Sab 23 Mag 2026 alle 15:30Le ultime notizie sul mondo delle auto storiche Alfa Romeo confermano un interesse crescente e inesauribile per i modelli che hanno scritto la storia del Biscione. Dalle coupé iconiche alle berline rivoluzionarie, il patrimonio automobilistico del marchio milanese continua ad affascinare collezionisti e appassionati di tutto il mondo. Un viaggio attraverso i modelli più celebri rivela non solo l’eccellenza tecnica e stilistica di un’epoca irripetibile, ma anche quanto queste vetture abbiano saputo lasciare un segno indelebile nella cultura italiana.
La Montreal e la 1750: due icone degli anni ’70
Tra le novità più recenti nel panorama delle auto storiche, l’Alfa Romeo Montreal torna prepotentemente alla ribalta. Prodotta tra il 1970 e il 1977 in soli 3.300 esemplari circa, questa straordinaria coupé rappresenta uno dei vertici assoluti del design automobilistico italiano. La sua storia affonda le radici nell’Expo di Montreal del 1967, dove Alfa Romeo ricevette l’incarico di creare una vettura straordinaria in appena nove mesi. Il giovane Marcello Gandini, affidatosi alla Carrozzeria Bertone, immaginò una coupé elegante, bassa e affusolata, con le celebri palpebre “a veneziana” e sei feritoie sui montanti laterali diventate un dettaglio simbolico. Le due concept car originali, realizzate in elegante bianco perla, fanno oggi parte della collezione FCA Heritage e sono conservate al Museo Storico Alfa Romeo.
La versione definitiva, presentata al Salone di Ginevra del 1970, era capace di raggiungere i 224 km/h e costava all’epoca 5.700.000 lire. La crisi petrolifera degli anni Settanta ne limitò il successo commerciale, ma non ne scalfì minimamente il fascino. Scopri le foto della Montreal, un’auto che ancora oggi lascia senza parole chiunque abbia la fortuna di ammirarla dal vivo.
Contemporanea alla Montreal, l’Alfa Romeo 1750 racconta una storia diversa ma ugualmente affascinante. Presentata al Salone di Bruxelles nel gennaio 1968, la 1750 si sviluppava sulla base della Giulia collocandosi tra questa e le più grandi 2600. Il nome riprendeva la storica 6C 1750 degli anni Trenta, collegando idealmente passato e presente del marchio. Sotto il cofano lavorava il quattro cilindri bialbero da 1.779 cm³ capace di erogare tra 114 e 118 CV, con una velocità massima di 180 km/h. Il design portava la firma della Carrozzeria Bertone, che definì l’eleganza sportiva del modello con tratti decisi e proporzioni energiche. La gamma comprendeva berlina, GT Veloce e Spider Veloce per una produzione complessiva di oltre 150.000 esemplari, a testimonianza di un successo commerciale che la Montreal non riuscì mai a raggiungere. Oggi la 1750 è un pezzo da collezione molto ricercato: chi la possiede tende a non lasciarsela scappare.
L’Alfetta e l’Alfasud: la rivoluzione tecnica del Biscione
Se la Montreal e la 1750 rappresentano l’anima più sportiva e raffinata di Alfa Romeo, l’Alfetta incarna la rivoluzione tecnica che cambiò per sempre il modo di concepire una berlina. Presentata ufficialmente nel maggio 1972 a Trieste — il lancio era stato rinviato per non oscurare il debutto dell’Alfasud — l’Alfetta introdusse soluzioni meccaniche all’avanguardia rispetto alla Giulia. La vera novità era l’architettura transaxle, con cambio e frizione spostati al retrotreno per ottenere una distribuzione dei pesi perfettamente bilanciata. Il ponte posteriore De Dion con parallelogramma di Watt e i freni posteriori montati inboard completavano un quadro tecnico di straordinaria modernità. Le foto della mitica Alfetta raccontano meglio di qualsiasi parola la personalità di questa berlina che ha superato i 475.000 esemplari prodotti.
La dinamica di guida dell’Alfetta era superiore a qualsiasi concorrente dell’epoca, tanto che le forze dell’ordine italiane — Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza — la adottarono in tutte le sue varianti, sia come veicolo principale che come auto civetta. Un esemplare particolarmente suggestivo è l’Alfetta del 1976 utilizzata dai Carabinieri come auto civetta, con il lampeggiante sul tettuccio a tradirne la vera identità. La produzione si protrasse per tredici anni, fino al 1984, quando l’Alfetta cedette il passo all’Alfa 90.
Nello stesso anno in cui nasceva l’Alfetta, Alfa Romeo lanciava anche l’Alfasud, destinata a diventare il modello più venduto nella storia del marchio con oltre un milione di esemplari prodotti. Prima automobile assemblata nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, l’Alfasud fu progettata sotto la guida tecnica di Rudolf Hruska con il design affidato a Giorgetto Giugiaro e Aldo Mantovani di Italdesign. Il suo motore boxer da 1.186 cm³ era una novità assoluta per Alfa Romeo, e la vettura era capace di raggiungere i 153 km/h. L’Alfasud è entrata anche nella cultura popolare, grazie alla celebre apparizione nel film “Bianco, Rosso e Verdone” di Carlo Verdone, dove l’emigrato Pasquale Amitrano percorre l’Italia a bordo della sua berlina di Pomigliano per andare a votare.
Un patrimonio senza tempo
Le ultime news sul mondo delle auto storiche Alfa Romeo confermano che il fascino di questi modelli è tutt’altro che tramontato. Dalla Giulia 1300 Super, con il suo motore da 89 CV e la leggerezza di circa 1.000 kg che la rendeva agile e piacevole da guidare, fino alla Montreal con la sua linea dura e aggressiva, ogni modello racconta un capitolo preciso della storia industriale e culturale italiana. La Giulia 1300 Super, in particolare, fu un grande successo di vendite grazie a un costo di acquisto relativamente accessibile che la rese una scelta popolare per professionisti e famiglie, con la sua carrozzeria dalle linee squadrate ma armoniose tipiche dello stile italiano degli anni Sessanta e Settanta.
Ciò che accomuna tutti questi modelli è la capacità di aver saputo coniugare prestazioni brillanti, design ricercato e innovazione tecnica in un periodo storico irripetibile per l’industria automobilistica italiana. Oggi, nei raduni di auto storiche, queste vetture non passano mai inosservate: sono testimonianze viventi di un’epoca in cui il marchio del Biscione era sinonimo di eccellenza assoluta, capace di competere e spesso primeggiare sui mercati internazionali. Un patrimonio che gli appassionati di tutto il mondo continuano a celebrare con passione invariata.