Alessandro Magro

Aggiornato Sab 16 Mag 2026 alle 10:41

Le ultime notizie su Alessandro Magro raccontano di un allenatore in continua evoluzione, capace di chiudere un ciclo importante a Brescia e di aprirne uno nuovo con la Napoli Basketball. Il tecnico toscano, classe 1982, è oggi uno dei nomi più interessanti del panorama cestistico italiano, con una carriera che lo ha visto crescere costantemente fino a diventare protagonista della Serie A di basket.

Il nuovo inizio a Napoli: battesimo di fuoco al Paladozza

La novità più recente riguarda il debutto sulla panchina della Napoli Basketball, dove Magro ha intrapreso un nuovo progetto sotto la proprietà di Matt Rizzetta. L’esordio non è stato dei più semplici: i partenopei sono stati sconfitti dalla Virtus Bologna al Paladozza con il punteggio di 105-88, nonostante i 23 punti di Simms, i 18 di Flagg e i 16 di Croswell. Un risultato che, però, il coach ha saputo leggere con lucidità e spirito costruttivo.

«È stato un battesimo del fuoco», ha dichiarato Magro nel post-partita. «Sapevamo che la partita sarebbe stata complicata da un punto di vista fisico e tecnico, non scopriamo noi la qualità che Bologna ha dimostrato in Supercoppa ed Eurolega. Siamo partiti con un po’ di timore reverenziale, che ci può anche stare, abbiamo rotto il ghiaccio». Il tecnico ha poi individuato con precisione i margini di miglioramento: difensivamente la squadra ha concesso troppi canestri facili, mentre la differenza sostanziale con Bologna è stata nel tiro da tre punti. Eppure, Magro ha sottolineato anche gli aspetti positivi, come il 68% da due punti e i 19 assist distribuiti contro una delle squadre più forti del campionato.

«Possiamo e dobbiamo gestire una serata con una cattiva percentuale da tre, ma non una serata dove manchiamo di consistenza difensiva ed offensiva», ha aggiunto il coach, che ha concluso con un messaggio di fiducia verso il gruppo: «Amo i miei giocatori e credo che questa squadra possa far bene». Un approccio che rispecchia perfettamente la filosofia che Magro ha sempre portato con sé: umiltà, lavoro e identità chiara.

Il ciclo alla Germani Brescia: tre anni di crescita e un addio consensuale

Per comprendere appieno il valore di Alessandro Magro come allenatore, è necessario guardare a ciò che ha costruito a Brescia. Arrivato sulla panchina della Germani Brescia nel maggio del 2021, dopo esperienze come assistente al Lokomotiv Kuban con Luca Banchi e da capo allenatore in Polonia con il Dabrowa Górnicza, il tecnico ha trasformato profondamente il club lombardo. Nel 2021-22 ha vinto il premio di Miglior Allenatore della LBA, mentre nel 2023 ha guidato la Germani al primo trofeo della sua storia, la Coppa Italia.

La stagione 2023-24 è stata forse la più esaltante: Brescia ha chiuso il girone d’andata in vetta alla classifica, ha difeso il titolo di Coppa Italia raggiungendo le Final Eight di Torino e ha conquistato le semifinali scudetto, dove si è arresa all’Olimpia Milano per 3-0. Magro ha commentato l’eliminazione con grande orgoglio, sottolineando la crescita esponenziale del club in tre anni e il ritorno dell’entusiasmo in città, con il PalaLeonessa passato da 2.500 spettatori ai sold out.

Nonostante questo percorso straordinario, a giugno 2024 è arrivato l’addio. La Germani Brescia ha ufficializzato la separazione consensuale da Magro, con una nota che lo ringraziava per «la serietà, l’abnegazione al lavoro ed i risultati ottenuti». Una conclusione che, pur sorprendendo in parte i tifosi, ha chiuso nel migliore dei modi un capitolo importante per entrambe le parti.

L’identità di un allenatore: umiltà, difesa e gioco di squadra

Ciò che emerge con chiarezza dalle ultime notizie su Magro è la coerenza del suo approccio al basket. Che si trattasse di preparare una sfida playoff contro Pistoia, di caricare i suoi in vista del big match con la Virtus Bologna o di analizzare la sconfitta all’esordio con Napoli, il coach ha sempre mostrato gli stessi valori: analisi tattica approfondita, rispetto per gli avversari e fiducia incrollabile nei propri giocatori.

A Brescia, Magro aveva costruito una delle migliori difese del campionato, facendone il marchio di fabbrica della squadra. «Per disputare bene i playoff non possiamo fare a meno della difesa», ripeteva spesso. Lo stesso principio lo ha portato a Napoli, dove ha già identificato nella consistenza difensiva il principale punto su cui lavorare. La sua capacità di leggere le partite, individuare i pericoli avversari e trasmettere un’identità precisa al gruppo lo rende uno degli allenatori più apprezzati della LBA.

Il debutto sulla panchina di Napoli ha confermato che Magro non ha perso nulla della sua lucidità e della sua passione. Con un progetto nuovo, una squadra da costruire e la voglia di dimostrare ancora una volta il proprio valore, il tecnico di Castelfiorentino si presenta come una delle figure più interessanti da seguire nel basket italiano della prossima stagione.