Adrian Newey
Aggiornato Mar 19 Mag 2026 alle 10:57La carriera di Adrian Newey ha vissuto negli ultimi due anni una trasformazione straordinaria, culminata in una nomina che ha sorpreso l’intero paddock della Formula 1. Il genio ingegneristico britannico, artefice di alcuni dei cicli vincenti più dominanti nella storia del Circus, è oggi il team principal dell’Aston Martin, ruolo ufficializzato dalla scuderia di Silverstone con un comunicato che ha sancito una vera e propria rivoluzione interna in vista della stagione 2026.
Newey team principal: la rivoluzione Aston Martin
La notizia più recente e dirompente riguarda la promozione di Newey al vertice operativo del team. A partire dal 2026, l’ingegnere inglese non sarà soltanto il cervello tecnico della scuderia, ma ne assumerà anche la guida come team principal, sostituendo Andy Cowell, che ha assunto il nuovo ruolo di Chief Strategy Officer. Una scelta definita «reciproca» dallo stesso presidente Lawrence Stroll, convinto che questo cambiamento permetta al team di valorizzare al massimo i propri punti di forza collettivi.
«Negli ultimi nove mesi ho visto grande talento all’interno del nostro team», ha dichiarato Newey al momento dell’annuncio. «Sono entusiasta di assumere questo ulteriore ruolo mentre ci prepariamo al meglio per competere nel 2026, anno in cui affronteremo una situazione completamente nuova con Aston Martin che diventerà un team ufficiale, unita alla notevole sfida posta dai nuovi regolamenti». Parole che fotografano perfettamente l’ambizione di un progetto che punta a trasformare una scuderia di medio livello in un protagonista assoluto del Mondiale.
Cowell, dal canto suo, si concentrerà sull’ottimizzazione della partnership tecnica con Honda, Aramco e Valvoline, garantendo la piena integrazione della nuova power unit con il telaio. Un assetto organizzativo pensato per sfruttare le competenze di entrambi i protagonisti nel modo più efficace possibile, proprio nel momento in cui i nuovi regolamenti tecnici aprono scenari inediti per tutti i team.
Il lungo percorso verso Silverstone: dall’addio alla Red Bull all’approdo in Aston Martin
Per comprendere appieno la portata di questa nomina, è necessario ripercorrere le tappe che hanno portato Newey a Silverstone. L’addio alla Red Bull era stato ufficializzato nel maggio 2024, dopo quasi vent’anni in cui l’ingegnere aveva contribuito a costruire una delle dinastie più vincenti della storia della Formula 1, con sette titoli piloti e sei costruttori. Le tensioni interne al team, legate anche al caso che aveva coinvolto il team principal Christian Horner, avevano accelerato una decisione che Newey stesso aveva ammesso di stare maturando da tempo.
Nei mesi successivi all’annuncio dell’addio alla Red Bull, il nome di Newey era stato accostato con insistenza alla Ferrari. I tifosi del Cavallino avevano sognato un matrimonio storico, e persino Charles Leclerc aveva dichiarato pubblicamente il proprio entusiasmo all’idea di lavorare con lui. Tuttavia, come spesso accade nelle grandi trattative, la realtà aveva preso una piega diversa. Il sogno Ferrari è svanito nell’estate del 2024, quando l’Aston Martin ha superato tutte le concorrenti — incluse Ferrari e McLaren — aggiudicandosi la firma più ambita del paddock con un contratto quinquennale da cifre faraoniche.
L’annuncio ufficiale era arrivato il 10 settembre 2024, con Lawrence Stroll che aveva presentato Newey come «il migliore al mondo in quello che fa» in una conferenza stampa a Silverstone. L’ingegnere aveva spiegato le proprie motivazioni con la consueta lucidità: «Avevo bisogno di una sfida e l’ho trovata con Aston Martin. Con Red Bull avevamo raggiunto il picco del design dell’aerodinamica. Non ho più quella sensazione di pressione di dover dimostrare al mondo qualcosa, voglio solo fare il mio meglio per ottenere i migliori risultati».
Tra i fattori determinanti nella scelta, Newey aveva citato la visione di Lawrence Stroll e la prospettiva di lavorare con i motori Honda a partire dal 2026 — gli stessi propulsori con cui aveva contribuito a costruire la dominanza della Red Bull. Un filo di continuità tecnica che, nelle intenzioni del progettista, avrebbe potuto accelerare il processo di apprendimento e integrazione nel nuovo ambiente.
Alonso e le ambizioni del progetto 2026
L’entusiasmo per l’arrivo di Newey era stato immediatamente condiviso da Fernando Alonso, che aveva commentato la notizia con parole cariche di ambizione: «Per me con Adrian, Aston Martin diventerà il team del futuro. Stiamo aprendo nuove strutture, sviluppando la galleria del vento, trovando nuovi partner e ora potremo contare sull’esperienza di uno come Newey». Lo spagnolo aveva anche rivelato di avergli inviato messaggi personali, sottolineando come la visione di Stroll avesse fatto la differenza nella scelta finale dell’ingegnere.
Oggi, con Newey che assume anche le redini operative del team, le ambizioni di Alonso sembrano trovare una struttura ancora più solida su cui appoggiarsi. Il 2026 rappresenta per l’Aston Martin un anno di svolta su più fronti: l’ingresso come team ufficiale, i nuovi regolamenti tecnici e ora una leadership rinnovata con uno degli ingegneri più titolati della storia della Formula 1 al comando. Una combinazione di fattori che, almeno sulla carta, trasforma la scuderia di Silverstone in uno degli osservati speciali della prossima stagione.
La parabola di Adrian Newey — dall’addio alla Red Bull, passando per il corteggiamento di mezza Formula 1, fino alla doppia veste di progettista e team principal in Aston Martin — racconta di un uomo che, a oltre sessantacinque anni, ha scelto di non accontentarsi di un ruolo di consulenza, ma di mettersi nuovamente in gioco con la stessa fame di chi ha ancora tutto da dimostrare.