"Noi abbiamo lavorato in modo tale da dare il meglio per tutti i nostri piloti, poi c’è chi si è trovato bene e chi no"
Il dominio dell’Aprilia a Mandalika riaccende il dibattito sulla competitività della Ducati, ma Davide Tardozzi respinge le critiche allo sviluppo della Desmosedici e nega che il progetto tecnico sia stato costruito sulle esigenze di Marc Marquez: “Se guardiamo il risultato puro e andare via da Mandalika a -2, per noi è un successo. È chiaro che rimane il problema vero: l’Aprilia ha dimostrato di essere superiore su questa pista, specialmente. A essere sincero, speravamo un po’ meglio, questa è la verità”.
“Vedremo sulle altre piste, come Phillip Island, ci daranno altre indicazioni. Anche sulla pista australiana ci possono essere dei curvoni che possono essere favorevoli alla moto di Noale. Se lì ci difendiamo, credo che il Mondiale sia ancora gestibile. Gara per gara, ci sono ancora tanti punti in gioco”.
Il tema più delicato riguarda però il progetto tecnico della Desmosedici. Le difficoltà incontrate da Bagnaia, a fronte dei risultati ottenuti da Marquez, hanno alimentato le discussioni sull’ipotesi che lo sviluppo della moto sia stato indirizzato soprattutto verso le caratteristiche del pilota spagnolo, sacrificando quell’equilibrio che in passato aveva permesso alla Ducati di vincere con interpreti differenti.
Tardozzi respinge con decisione questa ricostruzione, sostenendo che le differenze di rendimento tra i piloti non dimostrano una particolare attenzione alle esigenze del campione spagnolo. Secondo il team manager, il lavoro della squadra è stato orientato a mettere tutti i piloti nelle condizioni di esprimersi al meglio, lasciando loro la possibilità di scegliere le soluzioni più adatte al proprio stile di guida: “Ci sono le Aprilia e comunque non è assolutamente vero che Marc Marquez ha portato lo sviluppo della moto su se stesso, non è assolutamente vero. Non si è fatto la moto per lui, sono discorsi da bar. Noi abbiamo lavorato in modo tale da dare il meglio per tutti i nostri piloti, poi c’è chi si è trovato bene e chi no”.
“Per dire, Bagnaia ha una carena diversa da Marquez e ha usato un’aerodinamica diversa. Ognuno dei piloti ufficiali ha la possibilità di scegliere il materiale più confacente. Noi non facciamo la moto per Marc Marquez, non è così”, ha concluso Tardozzi.