A due anni dalla sua scomparsa, Milano ricorda lo sfortunato pilota con una scultura a lui dedicata, realizzata dall'artista Nicola Samorì.
A due anni dalla scomparsa del motociclista e influencer Luca Salvadori, Milano ha voluto ricordare il pilota con la scultura ‘Le Pieghe’, realizzata dall’artista Nicola Samorì e donata al Comune dal padre Maurizio. L’opera, alta oltre cinque metri e realizzata in alluminio, è stata installata alle curve gemelle di viale Pietro e Maria Curie: un luogo importante per Luca, dove da bambino aveva iniziato a fare le sue prime pieghe con il motorino. Nella scultura sono presenti anche alcune parti della sua moto. Inoltre, l’opera è dedicata alla Fondazione Luca Salvadori, nata per aiutare i motociclisti coinvolti in incidenti e promuovere la sicurezza sulle due ruote.
Nella conferenza stampa di lunedì che ha dato il via alla giornata erano presenti anche il padre di Luca, Maurizio Salvadori, lo scultore Nicola Samorì e il critico Demetrio Paparoni che ha seguito il progetto, che hanno spiegato la genesi e il significato della scultura. Samorì, nato a Forlì nel 1977, è un artista conosciuto anche a livello internazionale e nelle sue opere parte spesso dalla tradizione e dalla storia dell’arte per creare qualcosa di nuovo: con ‘Le Pieghe’ ha voluto proprio raccontare la storia di Luca attraverso una figura che richiama un motociclista durante una curva, rappresentando forza, coraggio e fragilità.
Alle 18 è arrivato il momento dello svelamento della scultura e alle curve gemelle si sono riuniti tantissimi tifosi, amici e appassionati di motociclismo. L’opera è diventata così un nuovo punto di ricordo per tutti coloro che hanno conosciuto e seguito Salvadori.
“Dopo la morte di Luca ho capito che il dolore non riguardava soltanto la nostra famiglia e gli amici più stretti, ma anche tutte le persone che lo seguivano e che avevano condiviso con lui la passione per le moto – ha raccontato Maurizio Salvadori -. Ho pensato quindi che fosse importante lasciare una traccia della sua vita e trasformare questo dolore in qualcosa di positivo”.
“Nicola Samorì è riuscito a dare una forma alla storia di Luca – ha aggiunto -, raccontando il suo coraggio, la sua energia, ma anche la sua fragilità. Da questo stesso spirito è nata la Fondazione Luca Salvadori, con l’obiettivo di aiutare i motociclisti coinvolti negli incidenti e promuovere una maggiore sicurezza nel mondo delle due ruote”.
A ricordare Luca c’era anche Guido Meda: “A due anni dalla sua scomparsa mi metto per ultimo nella catena di chi ha sofferto di più, a partire dalla famiglia di Luca – ha affermato il celebre volto televisivo del motociclismo -. È stato per me un momento tremendo. Luca è stato come un nipotino nel paddock del motociclismo, una persona a cui sentivo di dover stare vicino. Mi rivedevo un po’ in lui, anche perché sono milanese e proprio qui aveva fatto le sue prime curve con il motorino”.