Il pilota inglese è finito nel mirino dei tifosi di Colapinto dopo le dure parole pronunciate dopo l'incidente a Baku
Scoppia il caso Franco Colapinto in Formula 1. Il pilota argentino dell’Alpine è finito nell’occhio del ciclone dopo la manovra kamikaze durante il Gran Premio d’Azerbaigian, che ha provocato la sua eliminazione dalla gara, e anche quelle del compagno di squadra Pierre Gasly e del campione del mondo Lando Norris.
Colapinto dopo l’incidente si era immediatamente scusato (“Un grosso errore, ho buttato tutto al vento e mi scuso”) ma Norris è stato durissimo: “Sono stato semplicemente buttato fuori. La Fia dovrebbe essere più severa e sospendere i piloti per questo genere di cose. Queste persone dovrebbero essere sospese perché quel tipo di guida non merita la F1”.
La reazione di Norris ha scatenato una ulteriore bufera sui social: i tifosi argentini di Colapinto si sono scagliati contro l’inglese campione del mondo tra insulti e minacce di morte. Siccome il fenomeno non è nuovo ma reiterato da parte dei supporters dell’argentino, ad intervenire domenica è stato lo stesso team Alpine.
“Come squadra riteniamo necessario prendere nuovamente posizione riguardo all’odio e agli abusi online verificatisi dopo il GP d’Azerbaigian. Questi non sono stati rivolti solo a uno dei nostri piloti, ma anche a membri della comunità della Formula 1, compresi i media, a nostri colleghi che rispettiamo, ammiriamo e con cui amiamo competere ai massimi livelli. Quando si gareggia al limite, gli errori capitano e, indipendentemente dal risultato o dall’esito, nessuno dovrebbe essere oggetto di commenti offensivi e pieni di odio”.
“La condanna degli abusi sui social non è rivolta a una specifica tifoseria né ai sostenitori di una squadra o di un pilota in particolare, ma si tratta di un fenomeno universale che bisogna denunciare e far conoscere a tutti gli appassionati di questo sport. Come abbiamo già affermato in precedenti occasioni, condanniamo fermamente la reazione di alcuni tifosi online e siamo solidali con la Formula 1, la FIA e le altre scuderie nel voler porre fine a questo fenomeno. È diventato un evento ricorrente nelle ultime gare e non può essere tollerato. Siamo consapevoli che, in qualità di fieri partecipanti in questo sport, abbiamo la responsabilità di prendere posizione e di contribuire alla ricerca di una soluzione”.
Per quanto riguarda Colapinto, Flavio Briatore, responsabile tecnico Alpine, è stato molto duro con il suo pilota e non ha escluso provvedimenti.