Melandri saluta Hayden: "Perdo un rivale leale"

"Condividevamo due grandi passioni, era un mastino".

Marco Melandri in un'intervista alla Gazzetta dello Sort saluta un'ultima volta lo sfortunatissimo Nicky Hayden.

"Siamo approdati in MotoGP nello stesso anno, era il 2003. Per cui, da debuttanti, eravamo un po' il riferimento l’uno dell’altro. Nel 2005 eravamo entrambi al top: lui ha vinto per la prima volta a Laguna Seca, poi ci siamo giocati il secondo posto (dietro Valentino Rossi, n.d.r.) all’ultima gara di Valencia. Io vinsi, lui perse, ma fu il primo a complimentarsi".

"Nicky in pista era un mastino che non mollava mai. Nella gara decisiva del 2005 a Valencia l’ho avuto alle calcagna per tutti i 30 giri: un confronto entusiasmante. Ma era un avversario leale, non giocava mai sporco. Una persona pulita in pista e fuori". 

"Forse non era il pilota il più talentuoso, ma lavorava senza sosta. Comprendeva i propri limiti e ogni anno lo ritrovavi più forte. Era questo il suo vero asso nella manica: impegnarsi per migliorare anche nei dettagli"

"Nelle corse non è frequente essere amici tra piloti. Ma parlavamo molto spesso. Avevamo due grandi passioni in comune: il motocross e la bici da corsa. Per molti anni ha avuto lo stesso preparatore atletico di Ricky Carmichael (stella del Supercross Usa; n.d.r.), che era un mio grande idolo, per cui gli chiedevo notizie e segreti".

 

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