Per Daniele Rugani, che non rientra nei piani del tecnico della Juventus, Luciano Spalletti, si registrano i sondaggi da parte di Monza, Sassuolo e, in modo particolare, dell’Udinese. Che però da venerdì sera sa che i lombardi fanno sul serio. Interessante, infatti, l’apertura del tecnico dei biancorossi, Ivan Juric, che pur senza fare nomi l’ha buttata lì al termine della gara di Coppa Italia stravinta con l’Avellino. “Nel mercato dobbiamo fare ancora tanto, abbiamo scelto la linea della gioventù, con ragazzi che hanno potenziale ma che devono ancora crescere. Però magari inseriremo in rosa anche qualcuno più esperto…”: l’accelerata brianzola non deve trovare impreparati i bianconeri del Friuli, mentre i neroverdi emiliani non sembrano avere così fretta.
La necessità di un innesto esperto in difesa per il Monza è diventata ancora più urgente nelle ultime ore, e non soltanto per ragioni tecniche. Il club brianzolo deve infatti fare i conti con un’emergenza a centrocampo che rischia di condizionare l’intera prima parte di stagione: Matteo Pessina ha riportato una lussazione alla rotula del ginocchio destro e ha scelto di sottoporsi a intervento chirurgico. I tempi di recupero sono lunghi, con un rientro in campo che nel migliore dei casi potrebbe avvenire verso fine ottobre, ma che più realisticamente si prospetta tra novembre e dicembre. La perdita del capitano costringe Juric a rivedere i propri piani e a intervenire con decisione sul mercato su più fronti.
Non è un caso, dunque, che il tecnico croato voglia accelerare anche sull’operazione Rugani. Il difensore della Juventus, classe 1994, conosce bene la Serie A e garantirebbe quella solidità ed esperienza di cui la retroguardia brianzola sembra avere bisogno. Del resto, la marginalità del centrale toscano nel progetto bianconero era già emersa con chiarezza nella sessione invernale, quando la Juventus lo aveva ceduto in prestito alla Fiorentina. Anche lì, tuttavia, Rugani aveva trovato poco spazio, rientrando alla Continassa senza riuscire a scalare le gerarchie di Spalletti.
A confermare ulteriormente la sua posizione ai margini del gruppo juventino era stata l’amichevole estiva contro il Chelsea a Hong Kong, dove Rugani era entrato in campo soltanto nel finale, a risultato già acquisito, condividendo gli ultimi minuti con Arthur e Durmisi: segnali inequivocabili di come il tecnico toscano non lo consideri una pedina del progetto. La Juventus, che lo ha sotto contratto fino al 2028, è quindi disposta a lasciarlo partire, con la formula del prestito che appare la più probabile.