Una vicenda che segnò profondamente il calcio italiano e che ancora oggi viene ricordata con commozione, soprattutto dai tifosi delle squadre nelle quali aveva militato.
Sono trascorsi 46 anni dalla tragica scomparsa di Antonio D’Angelo, conosciuto da tutti come Tonino, calciatore pugliese morto il 21 ottobre 1980 in seguito a un incidente stradale. Una vicenda che segnò profondamente il calcio italiano e che ancora oggi viene ricordata con commozione, soprattutto dai tifosi delle squadre nelle quali aveva militato.
Nato ad Altamura nel 1953, D’Angelo era un giocatore offensivo capace di ricoprire sia il ruolo di centrocampista sia quello di attaccante. Nel corso della sua carriera aveva costruito un legame particolarmente forte con il Bari, club del quale era diventato uno dei giocatori più rappresentativi. Con la maglia biancorossa disputò cinque stagioni, collezionando complessivamente 147 presenze.
Successivamente proseguì la propria carriera indossando le maglie della Salernitana, dove mise a segno 11 gol in 62 partite tra il 1977 e il 1979, ai tempi del Vestuti, e del Taranto, prima di arrivare a quello che avrebbe dovuto rappresentare un nuovo capitolo della sua esperienza calcistica.
Nell’ottobre del 1980, durante la sessione autunnale del mercato, D’Angelo era stato infatti ceduto al Rende, formazione impegnata nel campionato di Serie C1. Il trasferimento avrebbe dovuto offrirgli una nuova opportunità professionale, ma il destino interruppe tragicamente il suo percorso.
Il 21 ottobre il calciatore si mise in viaggio in automobile verso la Calabria per raggiungere i nuovi compagni di squadra. Nei pressi di Sibari rimase però coinvolto in un gravissimo incidente stradale.
Le sue condizioni apparvero immediatamente disperate. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Taranto, D’Angelo morì a soli 27 anni, prima che i medici potessero sottoporlo a un intervento chirurgico.
La notizia della sua scomparsa provocò grande dolore ad Altamura e nelle città che lo avevano accolto durante la carriera. Il giovane calciatore non ebbe nemmeno la possibilità di iniziare la nuova avventura con il Rende, lasciando un ricordo indelebile tra compagni, dirigenti e tifosi.
A mantenere viva la sua memoria è soprattutto la città natale, che ha deciso di intitolargli lo Stadio Comunale Tonino D’Angelo, un omaggio a un atleta la cui vita si interruppe troppo presto.