Paolo Di Canio ancora durissimo contro Leao: parole al veleno

Articolo di Aldo Seghedoni

L'ex centravanti non si è risparmiato: "Il calcio è un lavoro, non due o tre ore al giorno ad allenarsi".

Attraverso le colonne del Corriere della Sera Paolo Di Canio ha attaccato duramente Rafael Leao. Non è la prima volta: l’ex centravanti è spesso molto critico con il fuoriclasse del Milan e anche stavolta non si è risparmiato: “Stiamo sempre a chiederci perché fa quattro buone partite e poi si ferma. È passato da un allenatore all’altro e ha sempre lo stesso atteggiamento”.

“Amorim dice che deve divertirsi, ma smettiamola: in campo chi è che si diverte? Si suda, si lavora, si corre e soprattutto ci si sacrifica – ha evidenziato l’ex campione che ha giocato anche due anni nel Milan -. Il calcio è un lavoro, non due o tre ore al giorno ad allenarsi”.

Di Canio ha poi parlato del nuovo timoniere dei rossoneri Ruben Amorim: “Sicuramente è tra i migliori tecnici emergenti ma avrà molto da fare. Allo United mi colpì perché volle fare subito il duro, mettendo fuori squadra Rashford, poi Mainoo e non l’ho trovato corretto. Ora dice che Leao deve divertirsi, non capisco. Musica e sfilate sono contemplate?”.

Nelle ultime settimane si è parlato molto del futuro di Rafael Leao: il Galatasaray vorrebbe ingaggiarlo per completare un attacco stellare (in rosa ci sono già Victor Osimhen, Barış Alper Yılmaz e Leroy Sané) ma l’intesa con il Milan sembra essere ancora lontana.

La squadra di Istanbul è orientata verso un prestito con opzione di riscatto, i rossoneri sono inflessibili: chi vorrà acquistare il portoghese dovrà farlo a titolo definitivo sborsando una cifra compresa tra 50 e 60 milioni di euro.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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