Napoli, resta viva la polemica sugli infortuni: il responsabile dello staff sanitario va giù piatto

Articolo di Francesco Lucivero

Il dottor Raffaele Canonico ha risposto alle critiche di una parte dei sostenitori dopo gli stop delle ultime settimane.

Kevin De Buyne, Billy Gilmour, Frank Anguissa, Romelu Lukaku, Matteo Politano, Amir Rrahmani, Alex Meret e David Neres: è una corposa lista, fatta di nomi importanti, quella degli infortunati del Napoli alla vigilia di una serie di appuntamenti fondamentali per il prosieguo della stagione, la Leaghe Phase di Champions League che sta volgendo al termine (con gli azzurri che cercano punti importanti per non restare fuori dalla fase a eliminazione diretta), e le gare di un campionato in cui la squadra di Antonio Conte non vuole perdere ulteriore contatto dall’Inter capolista.

I tanti ko hanno alimentato il dibattito fra gli appassionati, scatenando reazioni anche dure, soprattutto sui social. A queste critiche ha voluto rispondere, ai microfoni di Radio CRC, il responsabile dello staff sanitario del Napoli, il dottor Raffaele Canonico: “Purtroppo a Napoli spesso tendiamo ad autodistruggerci o autoesaltarci – ha affermato -: io vivo a Napoli e sono di qui, so che ci sono chat di tifosi in cui tutti parlano di tutto, dalla preparazione medica alla medicina sportiva, fino alla tattica. Una premessa: la scienza non è democratica e spesso purtroppo sento parlare di medicina, preparazione atletica e recupero persone che non hanno né i titoli né la competenza o la preparazione”.

“I dati fisici di allenamenti e partite – ha aggiunto il dottor Canonico – ci dicono che, anche se la nostra squadra ha un’età più elevata rispetto alla media della Serie A, esprime dei valori di altissimo livello sia sul volume sia sull’intensità”. Il responsabile dello staff sanitario ha poi precisato: “L’anno scorso il Napoli è stata la seconda o terza squadra in Serie A con il minor numero di infortuni rapportato al numero di partite. Quest’anno purtroppo abbiamo avuto una tipologia di infortuni abbastanza seri e gravi: una cosa è l’infortunio muscolare, che ti rende indisponibile un giocatore per tre settimane, un’altra cosa è un infortunio che tiene fuori un giocatore per oltre un mese e mezzo”.

“Sul discorso delle prognosi anche bisogna fare una precisazione: si parla sempre di un range di giorni, non esiste una data esatta – ha spiegato ancora il medico -. Recidive? Non ci sono state quest’anno, dati alla mano. De Bruyne si è infortunato in un’altra zona del muscolo rispetto a quella precedentemente infortunata. Si parla di recidiva quando l’infortunio occorre a distanza di quindici, massimo venti giorni da quello precedente”.

“Per la prognosi poi è importante anche vedere come si rientra in allenamento, anche se si è del tutto guariti clinicamente. Si fanno anche dei lavori con gli psicologi degli sport per superare il trauma della patologia: noi abbiamo una psicologa che collabora con noi che in caso di reintroduzione al gruppo segue i ragazzi per agevolarli nel rientro in campo” ha affermato ancora il dottor Canonico. “Non abbiamo nemmeno tre giorni di recupero tra una partita e l’altra: abbiamo un solo giorno per preparare la partita, mentre i giocatori stanno ancora recuperando”.

Nato nel 1986, giornalista pubblicista e speaker radiofonico appassionato di comunicazione sportiva e culturale. Nell'ambito di collaborazioni con importanti editori italiani, oltre che di uffici stampa, realizza articoli, interviste e contenuti per web, radio, televisione e social media.

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