La leggenda rossonera non usa giri di parole: "Doveva essere intitolato a me e a Sandro Mazzola"
La leggenda del Milan Gianni Rivera in una intervista a La Repubblica ha espresso tutta la sua contrarietà verso il nuovo stadio che i rossoneri condivideranno con l’Inter nel 2031. Secondo l’ex campione del Diavolo, le due squadre dovevano restare a giocare al Meazza, che non va demolito: “Io con questa scelta non sono mai stato d’accordo”.
“L’impianto attuale è ancora perfetto per giocare. E ha una incredibile storia: è un monumento della città di Milano. Lo buttano giù per farne uno che non avrebbe nessuna ragione di esistere. Peggio per chi ha deciso così”, ha detto l’ex Golden Boy.
Il nuovo stadio a San Siro si chiamerà Generali Stadium: “Invece di dare il nome di chi ha fatto la storia dei club, lo assegnano in base a chi paga di più. Pensi che gioia per i tifosi. Mi sarebbe piaciuto se lo avessero intitolato a me e al mio amico Sandro Mazzola“.
“Da piccolino andavo a San Siro a piedi con mio padre. Quando ho iniziato a giocare nel Milan, ogni tanto venivano lui e mia madre. Io gli chiedevo di essere pacati, di non fare commenti a voce alta. Mamma faceva fatica, le veniva da alzare la voce. Il giorno più bello al Meazza? Quando mi hanno consegnato il Pallone d’Oro nel ‘69. Un momento stupendo. E dire che potevo vincerne un altro, qualche anno prima: mi dissero che dovevano darne uno a Yashin, che era a fine carriera. Altrimenti sarebbe stato mio anche quello”, è l’aneddoto di Rivera.