A segno contro il Torino, il giovane talento rossonero ha parlato del confronto con Robinho e dell'ambizione azzurra.
Alphadjo Cissé si sta ritagliando spazio, attenzione e curiosità, dopo la rete che si è rivelata decisiva per consegnare al Milan i primi tre punti in campionato, nel 2-1 inflitto al Torino. Il giovane attaccante rossonero, reduce dalle forti emozioni di domenica sera, si è raccontato a tutto tondo davanti ai tifosi accorsi al flagship store di via Dante a Milano: fra i temi toccati, la sua scelta di restare al Milan nonostante le sirene estere e il paragone che lo ha lasciato senza parole, quello con Robinho, proposto da Massimo Ambrosini.
Cissé, arrivato a gennaio dal Catanzaro e protagonista di una crescita che ha convinto il club a puntare su di lui, non si nasconde. E parte da un dettaglio che ha fatto sorridere i tifosi, quello del numero di maglia: “Perché ho preso il 70? Avrei preferito l’80 ma era occupato (da Yunus Musah, ndr)”. Nessun riferimento dunque a Robinho, che al Milan indossava lo stesso numero: “In realtà non so il perché di questo paragone, ammetto di non averlo visto giocare molto, ma se lo dice Ambrosini sono onorato”.
“In questi giorni ho ricevuto tanti messaggi, è stato un mix di emozioni, ma sono già concentrato sulla prossima partita – ha poi aggiunto il calciatore nato a Treviso e italiano a tutti gli effetti, pur con genitori originari della Guinea -. Potevo andare al PSV, era quasi tutto fatto a gennaio, ma quando ha chiamato il Milan ho cambiato subito idea. Nelle scorse settimane potevo andare in prestito, ma sono in uno dei club più grandi al mondo: credo sia la mia grande occasione”.
Il rapporto con Ruben Amorim è uno dei punti che lo hanno convinto a restare e a credere nel progetto: “Il mister mi dà tanta fiducia mi permette di esprimere quello che so fare in campo. Mi piace molto il suo modo di vedere il gioco”. Cissé, comunque, non dimentica chi lo ha aiutato a diventare il giocatore che è oggi: “Catanzaro è stata fondamentale per me e per la mia crescita. La Nazionale? Non ci sto pensando, penso partita dopo partita. Poi sono a disposizione, naturalmente”.
Con il Torino, Cissé ha sfruttato al meglio l’occasione ma il posto da titolare è tutt’altro che garantito: “Non ho paura della concorrenza, credo mi faccia bene. Posso solo imparare dai miei compagni di reparto, ma l’ambizione è di giocare il più possibile. Ho avuto dei problemi fisici e non sono ancora al top, ma sto lavorando duramente per trovare la condizione migliore”.