Massimiliano Allegri non si abbatte, ma striglia il Napoli

Articolo di Marco Enzo Venturini

"Siamo forti, dobbiamo stare attenti per tutti i 95 minuti", osserva Massimiliano Allegri dopo il ko interno del suo Napoli contro il Como.

Il Napoli ha perso in casa contro il Como, con importanti rimpianti che nascono dall’ottimo finale di partita che fa da contraltare a un primo tempo costellato dagli errori. Tutti aspetti che Massimiliano Allegri ha affrontato senza giri di parole a partita conclusa, riconoscendo gli errori della sua squadra ma rilanciando le ambizioni azzurre in una stagione ancora alle sue primissime fasi.

“I ragazzi devono capire che le partite non finiscono al 40′, ma durano 95 minuti. E anche a 7 dalla fine servono pazienza e lucidità – ha dichiarato Allegri -. Questo gruppo deve capire che il Napoli è forte, è una squadra che crea occasioni ma che deve migliorare in alcune fasi di gioco. Mi dispiace aver perso soprattutto perché era la prima in casa e avrei voluto raccogliere un risultato positivo. Ma siamo solo all’inizio della stagione e dobbiamo lavorare per migliorare i nostri aspetti più negativi. Soprattutto essere più attenti in alcuni momenti della partita, visto che il Como nel primo tempo ha giocato meglio di noi. Ma in quei momenti non si deve subire, le partite possono cambiare. E prendere gol capita, ma deve capitare solo perché gli altri sono molto più bravi”.

A raccontare la sconfitta sono anche i numeri della partita: il Como è passato in vantaggio al 17′ con Baturina, autore di un pregevole stop e botta a giro su cui Meret non ha potuto nulla, dopo che Diao aveva saltato Olivera sulla fascia. Hojlund ha pareggiato al 30′ con una prodezza personale, ma il vantaggio è durato appena quattro minuti: un pallone controllato male da Anguissa ha permesso a Nico Paz di servire Douvikas per il 2-1. Nel finale Allegri ha gettato nella mischia De Bruyne, Spinazzola e Alisson per ribaltare il risultato, e il belga ha acceso i suoi creando diverse occasioni pericolose, ma Kempf ha salvato tutto sull’immarcabile trequartista e un gol di Lobotka è stato annullato per fuorigioco.

La serata storta si è inserita in una giornata già complicata sul fronte mercato. Proprio domenica è arrivata la conferma che Gabriel Jesus, attaccante brasiliano dell’Arsenal individuato da Allegri come rinforzo offensivo ideale, ha scelto il Barcellona: l’ex Gunners è atteso domani per le visite mediche prima di firmare un contratto biennale con opzione per una terza stagione, per una cifra di circa 15 milioni di euro. Un affare che chiude definitivamente le porte al Napoli, costretto a rinunciare a un obiettivo dichiarato nelle ultime settimane.

Del resto, la campagna acquisti azzurra si era già caratterizzata per una certa sobrietà: riscattati Hojlund, Milinkovic-Savic e Alisson Santos, arrivati in prestito con obbligo di riscatto Badiashile dal Chelsea e Favasuli dal Catanzaro, rientrati alla base Lang, Lucca e Rafa Marin. Allegri aveva provato a smorzare le attese già alla vigilia, sottolineando come la rosa fosse già di livello: “Abbiamo già qualche problema di lista e se un giocatore non aggiunge qualcosa dal punto di vista tecnico, non è necessario forzare”. Parole che suonano ora come un tentativo di gestire le aspettative di una piazza che si attendeva qualcosa di più dal mercato.

Il Napoli avrà comunque poco tempo per leccarsi le ferite. Prima del debutto europeo, fissato per il 9 settembre al Maradona proprio contro l’Arsenal – la squadra che ha ceduto Gabriel Jesus al Barcellona soffiandolo agli azzurri – c’è l’impegno di campionato a San Siro contro l’Inter, un banco di prova durissimo per misurare le reali ambizioni della squadra. Il calendario di Champions League prevede poi una serie di sfide di alto profilo: dopo i Gunners, gli azzurri affronteranno il Villarreal in trasferta, il Bodo/Glimt in casa, Porto e Manchester City fuori, il Club Brugge al Maradona e infine Sabah e Viking per chiudere la fase campionato a gennaio. Un cammino impegnativo che rende ancora più urgente trovare quella solidità e continuità di rendimento che per ora, almeno in campionato, stenta ad arrivare.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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