Baturina e Douvikas rendono vano il gol di Hojlund, poi un fuorigioco impedisce il pari a Lobotka: il Como vince a Napoli e manda un segnale alla Serie A.
Il Como manda un segnale importantissimo al Napoli e in generale alla Serie A, andando a vincere con prepotenza per 2-1 allo stadio Diego Armando Maradona. A lungo impressionante la prestazione dei lariani, in vantaggio con Baturina, raggiunti da Hojlund e capaci di vincere grazie alla rete di Douvikas. La squadra di Cesc Fabregas resiste poi nel finale ai disperati attacchi dei padroni di casa, alla prima sconfitta stagionale dopo la vittoria al debutto di Marassi contro il Genoa. I lombardi salgono invece a quota 4, dopo il deludente pareggio sul campo dell’Udinese, ma con una ritrovata convinzione nei propri mezzi.
Il Como soffre nei primi minuti, con un doppio salvataggio in extremis sulle conclusioni in rapida successione di McTominay e Olivera. Poi cresce minuto dopo minuto e, dopo un’incornata fuori misura di Valle, passa al 17′ con un pezzo di classe di squadra: prima Diao supera Olivera, poi serve Baturina che è perfetto nello stop e la botta a giro su cui Meret non riesce ad opporsi. Subito Lang manca il pareggio, trovato invece al 30′ da Hojlund con una prodezza personale e un gioco di prestigio su Ramon. Il risultato però è ingannevole, visto che gli ospiti avevano mancato in precedenza almeno due colossali occasioni per il raddoppio. E infatti si riportano in vantaggio al 34′, quando Nico Paz irrompe su un pallone controllato male da Anguissa permettendo a Douvikas di riportare nuovamente avanti i suoi.
Paz e Baturina potrebbero addirittura triplicare prima ancora dell’intervallo, poi nella ripresa ci riprova quasi subito l’ex Real Madrid. Il Como rischia quasi di specchiarsi nella qualità delle sue giocate, come dimostra una leggerezza di Diao che permette a Olivera di andare al tiro di prima. Massimiliano Allegri capisce che la partita può ancora cambiare e si gioca la tripletta: in campo Spinazzola, Alisson e soprattutto De Bruyne, che subito impegna Butez. Il belga riaccende i suoi, provando in particolare a mandare di nuovo in gol Hojlund. Nel finale Kempf salva tutto sull’immarcabile De Bruyne e un Como in apnea può festeggiare la vittoria anche grazie al fuorigioco che impedisce a Pairetto di convalidare il pareggio di Lobotka.
Una sconfitta che brucia doppiamente per Allegri, considerando anche le notizie negative arrivate sul fronte mercato proprio nella giornata di domenica. Il tecnico livornese aveva messo nel mirino Gabriel Jesus come rinforzo offensivo, ma l’attaccante brasiliano dell’Arsenal ha scelto il Barcellona, dove sosterrà le visite mediche già domani prima di firmare un contratto biennale con opzione per una terza stagione. Un affare da circa 15 milioni di euro che chiude definitivamente le porte al Napoli, costretto a rinunciare a un obiettivo dichiarato sul mercato.
La rosa a disposizione di Allegri resta comunque di assoluto livello, come dimostrato anche dalla conferenza stampa della vigilia, nella quale il tecnico aveva provato a smorzare le attese: “Sono contento della nostra rosa, non serve inserire qualcuno a tutti i costi. Abbiamo già qualche problema di lista e se un giocatore non aggiunge qualcosa dal punto di vista tecnico, non è necessario forzare”. Parole che suonano ora come un tentativo di gestire le aspettative dopo una campagna acquisti che, al netto dei riscatti di Hojlund, Milinkovic-Savic e Alisson Santos e degli arresti di Badiashile e Favasuli, non ha regalato i colpi attesi dalla piazza.
Per il Como, invece, questa vittoria assume un sapore ancora più speciale in chiave europea. I lariani, alla loro prima storica partecipazione alla Champions League, esordiranno il 10 settembre in casa contro il Lipsia, per poi affrontare un cammino che prevede sfide di altissimo profilo come Manchester United al Sinigaglia, il PSG campione d’Europa e, a gennaio, la trasferta al Camp Nou contro il Barcellona. Una squadra, quella di Fabregas, che con prestazioni come quella di oggi dimostra di poter competere senza timori reverenziali con chiunque, anche sui palcoscenici più prestigiosi d’Europa.
Il Napoli, dal canto suo, avrà poco tempo per leccarsi le ferite: già il prossimo 9 settembre il Maradona ospiterà l’Arsenal per la prima giornata di Champions League, lo stesso Arsenal che ha ceduto Gabriel Jesus al Barcellona soffiandolo proprio agli azzurri. Prima, però, c’è l’impegno di campionato in trasferta contro l’Inter a San Siro, un altro banco di prova durissimo per capire le reali ambizioni di una squadra che, dopo la serata di domenica, dovrà necessariamente ritrovare compattezza e certezze.