"Durante la trasferta era autonomo, senza che potessimo conoscere le sue intenzioni" assicurano a San Marino.
Qualcuno, subito dopo il vergognoso episodio, si era misteriosamente affrettato a definirlo ‘un cane sciolto’, quasi fosse finito per caso nella curva dello stadio Zini di Cremona riservata ai sostenitori nerazzurri. Invece a quanto pare è iscritto all’Inter Club San Marino l’individuo che ha tirato il petardo che ha tramortito Emil Audero all’inizio della ripresa.
“Come Inter Club San Marino – si legge in un comunicato ufficiale – ci assumiamo la responsabilità che un nostro socio fosse presente a Cremona. Ci dissociamo totalmente dal suo gesto. Durante la trasferta era autonomo, senza che potessimo conoscere le sue intenzioni. Abbiamo già chiesto l’espulsione del club e collaborato con la Digos per identificare ogni responsabilità”.
Domenica le Forze dell’ordine presenti a Cremona hanno individuato immediatamente il tifoso, che nel tentavo di lanciare un secondo petardo ha perso tre dita a causa dello scoppio. Altri tifosi della Beneamata sono immediatamente intervenuti in maniera energica per fermare il soggetto, poi trasportato in ospedale.
Dall’Ansa è intanto arrivato un nuovo aggiornamento. L’uomo è piantonato all’ospedale Maggiore di Cremona, con lesioni serie alle falangi di due dita e non è escluso che nelle prossime ore possa essere trasferito in un centro specializzato.
“Vorrei condannare un gesto come questo – sono state le severissime parole a ‘DAZN’ di Beppe Marotta, presidente dell’Inter -. Non ha niente da spartire con i valori dello sport, ed è assolutamente insulso. Il dispiacere è grande e non è solo mio. A condividerlo è praticamente la totalità dei tifosi interisti”. Un commento anche sul portiere della Cremonese: “Esprimo il mio grandissimo apprezzamento per la professionalità di Audero. Con il suo comportamento ha contribuito a difendere la sua porta e a portare fino alla fine la partita”.