È morto Angelo Pierleoni: in serie A con Ascoli e Cesena, fece grandi cose anche con Zeman

Articolo di Flavio Brambilla

Originario di Celano, in provincia dell'Aquila, dove era nato nel 1962, aveva costruito una lunga carriera tra Serie A, Serie B e categorie inferiori.

Il calcio italiano piange Angelo Pierleoni, ex centrocampista scomparso all’età di 64 anni. Originario di Celano, in provincia dell’Aquila, aveva costruito una lunga carriera tra Serie A, Serie B e categorie inferiori, si faceva apprezzare per qualità tecniche e capacità di andare a segno. Tra i momenti più importanti del suo percorso, la promozione nella massima serie conquistata con l’Ascoli nel 1991.

La notizia della sua morte ha suscitato cordoglio anche nel Teramano, territorio al quale erano legati gli inizi della sua avventura calcistica. Pierleoni aveva infatti mosso i primi passi nel professionismo proprio con la maglia del Teramo, debuttando nella stagione 1979-1980. Dopo una parentesi al Benevento, era tornato a vestire il biancorosso, prima di intraprendere un percorso che lo avrebbe portato a confrontarsi con alcune delle realtà più importanti del calcio nazionale.

Centrocampista dotato di buona tecnica e spiccata propensione offensiva, aveva giocato anche nella Fermana, contribuendo alla promozione in Serie C. Particolarmente significativa l’esperienza al Messina, dove nella stagione 1988-1989, sotto la guida di Zdeněk Zeman, aveva realizzato dieci reti, mettendo in mostra le proprie qualità anche in fase realizzativa.

Le prestazioni offerte nel corso degli anni gli avevano consentito di approdare sui palcoscenici della Serie A, vestendo la maglia del Cesena e successivamente quella dell’Ascoli. Proprio con il club marchigiano aveva vissuto una delle maggiori soddisfazioni della carriera, partecipando alla promozione nella massima categoria nella stagione 1990-1991, con Nedo Sonetti in panchina. Il suo bilancio complessivo in bianconero era stato di 113 presenze e nove gol.

Nel suo percorso aveva trovato spazio anche il Brescia, prima della decisione di tornare in Abruzzo. Nel 1994 aveva scelto l’Avezzano, contribuendo a un’altra promozione, quella in Serie C1 conquistata nella stagione 1995-1996.

L’ultima parte della sua esperienza calcistica lo aveva visto impegnato nelle categorie regionali, fino al ritorno nella squadra della sua Celano. Conclusa l’attività agonistica, aveva continuato a dedicarsi al calcio anche dalla panchina, mantenendo vivo il rapporto con uno sport che aveva accompagnato gran parte della sua vita.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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