Alessandro Bastoni “milanista” e in bianco: è caos

Articolo di Flavio Brambilla

Il difensore a libro paga dell’Inter sta attraversando una nuova fase delicata.

Nel 2026 Alessandro Bastoni è stato spesso e malvolentieri al centro delle cronache. Il difensore a libro paga dell’Inter sta attraversando una nuova fase delicata dopo quella di febbraio, quando dopo avere indotto l’arbitro La Penna a espellere lo juventino Kalulu esultò felice quando vide il cartellino rosso, e quella iniziata il 31 marzo, quando non trovò di meglio che farsi cacciare nel primo tempo di Bosnia-Italia, la gara di Zenica che ha sancito l’ennesima mancata qualificazione ai Mondiali degli Azzurri.

Una nuova polemica social si è scatenata nelle ultime ore dopo il titolo della Gazzetta dello Sport sulla vicenda che lo vede coinvolto e la scelta dell’immagine fatta dalla Rosea: la scritta è in rosso e nero e la maglietta indossata dal calciatore non è quella dell’Inter ma è una semplice t-shirt bianca.

Le polemiche attorno a Bastoni non hanno comunque scoraggiato i top club europei dall’interessarsi al suo profilo. Nelle scorse settimane il Real Madrid ha presentato un’offerta concreta per il difensore, con José Mourinho che lo ha individuato come obiettivo prioritario per rifondare la retroguardia dei Blancos. I madridisti, già protagonisti di un mercato estivo ricchissimo con gli acquisti di Konaté, Bernardo Silva, Cucurella e dell’ex nerazzurro Dumfries, avrebbero messo Bastoni in cima alla lista dei desideri. La richiesta dell’Inter si aggira intorno ai 70 milioni di euro, cifra che il Real potrebbe provare ad abbassare inserendo nell’operazione il centrocampista francese Eduardo Camavinga, considerato fuori dal progetto tecnico di Mourinho.

Prima del Real Madrid, anche il Barcellona aveva bussato alla porta dell’Inter, salvo poi fare un passo indietro. Secondo Diario Sport, il tecnico blaugrana Flick avrebbe deciso di virare su un profilo con caratteristiche differenti rispetto a quelle del difensore mancino, ritenendo inoltre eccessiva la valutazione di 70 milioni fissata dal presidente Beppe Marotta. Una frenata che, almeno temporaneamente, aveva fatto tirare un sospiro di sollievo all’ambiente nerazzurro, con lo stesso Bastoni che dopo la festa scudetto sembrava orientato a restare.

A difendere pubblicamente Bastoni, nel pieno delle polemiche post Juve, era stato anche Beppe Bergomi. L’ex capitano nerazzurro, intervistato da La Repubblica, aveva preso le sue difese pur senza giustificarne gli errori: “Oltre ai guai fisici, ha subito una gogna pubblica ingiustificata. Ha sbagliato, ma si è preso le sue responsabilità. Dipenderà dalle offerte se resterà o meno. Ha grande valore, non lo si può svendere”. Anche il giornalista Maurizio Pistocchi, ai microfoni di CRC, aveva invitato alla cautela nei giudizi sul difensore: “Ha sbagliato e ha chiesto scusa, non bisogna fare un processo alle intenzioni in questo modo ad un giocatore. In Italia ci sono più simulatori che goleador”.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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