Aldair compie 60 anni: il documentario racconta il difensore che Roma non ha mai dimenticato

Articolo di Martino Davidi

Sessant'anni e un cognome solo. Per milioni di tifosi giallorossi, Aldair non ha mai avuto bisogno di altro.

Nelle sale italiane è arrivato Aldair. Cuore Giallorosso, documentario diretto da Simone Godano e prodotto da Grøenlandia con Sky Italia, distribuito da Nexo Studios. Un omaggio al difensore brasiliano che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’AS Roma, realizzato proprio in occasione del suo sessantesimo compleanno.

Non è un semplice film biografico. È un racconto corale, attraversato da voci diverse e autorevoli: calciatori, giornalisti, artisti, tifosi. A dare voce alla narrazione è Claudio Amendola, romano doc, che presta la sua inconfondibile cadenza a una storia di appartenenza e calcio vissuto con intensità autentica. A guidare il viaggio tra Italia e Brasile è invece lo scrittore Sandro Bonvissuto, tifoso romanista, scelto dal regista per rappresentare tutti coloro che hanno amato Aldair sugli spalti.

Tra i testimoni scelti per il progetto spiccano nomi che pesano. Francesco Totti, simbolo assoluto della Romanità. Carlo Verdone, regista e tifoso della Roma con una fedeltà che va ben oltre il tifo. Cafu, Damiano Tommasi, Cristian Panucci, Fabio Capello. E poi Zico, il leggendario trequartista brasiliano, che porta con sé il peso e il prestigio di una generazione di calcio sudamericano irripetibile.

La colonna sonora è firmata da Piotta, Francesco Santalucia e Stefano Ritteri. Piotta ha composto anche un brano inedito per l’occasione, un dettaglio che trasforma la pellicola in qualcosa di più di un documento: diventa evento.

Aldair ha difeso la porta della Roma per tredici stagioni, dal 1990 al 2002. In quegli anni ha vinto uno Scudetto, quello del 2000-2001, e il ricordo è rimasto intatto. Intervistato poco prima del derby poi vinto dalla Roma 2-0 sulla Lazio grazie alla doppietta di Gianluca Mancini, il difensore brasiliano non ha nascosto la commozione: “Un ricordo che mi fa emozionare”.

Sul documentario stesso, Aldair ha confessato un lato insolito per chi lo ha sempre conosciuto come uomo riservato: “Lavorare con Simone e con il resto della troupe mi ha fatto sentire molto rilassato. Mi hanno messo a mio agio davanti alle telecamere, il che per me non è facile. Credo che siamo riusciti a realizzare un bellissimo progetto”.

Parole rare, per un uomo che ha sempre preferito il campo alle dichiarazioni. Proprio il derby vinto dai giallorossi ha offerto uno spunto ironico e affettuoso. Mancini, con quella doppietta, è diventato il secondo difensore più prolifico nella storia del club, superando il record di Aldair. La risposta del brasiliano è stata disarmante: “Mi ha superato. Sette anni di Roma e già mi ha superato. Auguro che possa fare altri 15 gol dai, facciamo il doppio”.

Il documentario arriva in un momento in cui la Roma attraversa una fase di ricostruzione identitaria. Guardare indietro, a certi campioni, non è nostalgia fine a se stessa. È ricordare cosa significa appartenere a una maglia con quella pressione sulle spalle.
Biglietti e sale disponibili su www.nexostudios.it.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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