Lettera straziante di Lionel Messi a papà Jorge: “Non so come andare avanti”

Articolo di Aldo Seghedoni

Il padre del fuoriclasse argentino è deceduto all'età di 86 anni dopo una lunga malattia.

Da sempre molto riservato e poco incline a postare la sua vita sui social network, Lionel Messi ha deciso di fare un’eccezione pubblicando sul proprio profilo Instagram una lettera per suo papà scomparso nei giorni scorsi all’età di 86 anni dopo una lunga malattia.

“Pa’, non posso ancora credere che te ne sia andato. Non riesco a rendermene conto, o meglio, non voglio rendermene conto – ha esordito il fuoriclasse argentino -. Mi risulta difficilissimo immaginare che non ti vedrò più, che non parleremo più. So che stavi soffrendo ma te ne sei andato troppo presto. Ci restava ancora molto da goderci insieme. Mi chiedevi sempre di giocare l’ultimo Mondiale e le tue condizioni sono peggiorate proprio pochi giorni prima di iniziare. Era la prima volta che non saresti stato presente ma la mamma mi diceva che saresti migliorato e che avresti potuto raggiungerci”.

“Io ti dicevo che saremmo arrivati in finale così saresti dovuto venire. Ogni volta che finiva una partita aspettavo un tuo messaggio e ne sentivo la mancanza. Lì mi sono reso conto che la situazione era davvero brutta. Ciò nonostante, non smettevo di pensare ad arrivare il più lontano possibile per darti tempo così da permetterti di vedere una partita. Volevo vincere la coppa del Mondo per portartela e mostrartene una nuova. Non ce l’ho fatta, le gambe non mi reggevano più. Questa volta ho cercato di andare contro il mio fisico ma non ci sono riuscito e non sono stato bene”.

“Non abbiamo potuto parlare di tutto ciò che è successo. Non ti sei potuto godere niente. Non siamo diventati campioni, ma non sai quanto ci siamo goduti ogni partita. Ancora una volta avevi ragione tu: dovevo esserci e dovevo giocarlo. Ti racconto questo perché è stata l’unica cosa di cui non abbiamo potuto parlare perché tutto il resto lo sai già. Parlavamo tutti i giorni e ci vedevamo appena possibile”.

“Non so cosa farò senza di te, non so come andare avanti. Dubito molto del fatto che continuerò ancora molto a giocare. Sei stato al mio fianco fin dall’inizio, mi portavi a tutti gli allenamenti appena arrivavi dal lavoro. A molti mi ci portava la mamma perché tu stavi lavorando. Ovviamente, non saltavi nemmeno una mia partita. Come soffrivi vedendomi e come te la godevi, anche se non mi facevi mai molti complimenti. Sei stato padre, amico e procuratore. Sei sempre stata la persona che dovevi essere in ogni momento e non ti sei mai sbagliato su nulla”.

“Al di là di qualche rimprovero o litigio, avevi sempre ragione tu. Alla fine andava a finire come dicevi tu. Mi mancherai tantissimo ma sarai sempre presente soprattutto nell’educazione dei miei figli perché insegno loro e li educo come voi avete fatto con me. Riposa in pace e prenditi cura di noi da lassù come facevi qui. Grazie di tutto. Ti amo, pa’” conclude la straziante lettera condivisa dal numero dieci.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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