Il bomber dell’Inter dimostrò tutta la sua generosità per una causa nobilissima.
Nel 1977 Astutillo Malgioglio apre a proprie spese una palestra dedicata ai ragazzi cerebrolesi. Intanto porta avanti la carriera da portiere passando da Bologna, Brescia, Pistoiese e Roma, fino ad arrivare alla Lazio nel 1986. Il 9 marzo di quell’anno succede l’episodio che segna una svolta: dopo un gol subito, la curva lo prende di mira. Qualcuno parla di uno striscione particolarmente offensivo, mai confermato.
Fatto sta che Malgioglio perde il controllo: si sfila la maglia della Lazio, la getta a terra, la calpesta e ci sputa sopra.
Poco dopo riceve una telefonata da Trapattoni, allora allenatore dell’Inter: “Ho letto che vuoi smettere. Sarebbe un peccato. Ripensaci. Per uno come te, all’Inter, un posto c’è sempre. Il calcio ha bisogno di persone come te”.
Nel 1987 Malgioglio apre vicino a casa, a Piacenza, un’altra palestra per la rieducazione motoria dei bambini cerebrolesi. Insieme alla moglie dedica a quell’attività tutto il tempo libero possibile e una parte consistente dei suoi guadagni. Lo fa da anni, senza mai cercare visibilità. L’eccezione arriva durante il periodo alla Roma, tra l’83 e l’85, quando incontra Nils Liedholm e Sven-Göran Eriksson. I due convincono il presidente Dino Viola a mettergli a disposizione, nei momenti liberi, la palestra di Trigoria, così da permettergli di continuare anche a Roma il lavoro iniziato in Emilia.
All’Inter diventa subito il secondo di Walter Zenga. Un giorno, alla Pinetina, Jürgen Klinsmann gli chiede come mai, finiti gli allenamenti, parta sempre di corsa per Piacenza. Astutillo gli spiega tutto. Klinsmann risponde senza esitazioni: “Domani vengo con te. Voglio vedere”.
Il giorno dopo il bomber tedesco mantiene la promessa. Sale sul maggiolino malandato di Malgioglio, va a Piacenza e passa l’intero pomeriggio ad osservarlo mentre lavora con i bambini cerebrolesi. Alla fine, prima di rientrare a Milano, tira fuori il libretto degli assegni, scrive in silenzio un assegno da 70 milioni di lire (oltre 36mila euro di oggi), glielo consegna. Nessuna parola. Solo gli occhi lucidi, per entrambi.