Il Torino ricorda commosso il giovane tifoso tragicamente scomparso

Articolo di Aldo Seghedoni

"Davide lascia un ricordo indelebile in tutti coloro che lo hanno conosciuto" scrive il club granata.

La prematura e tragica morte di Davide Borgione ha addolorato anche la dirigenza del Torino, la squadra per la quale il ragazzo faceva il tifo. “Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club, addolorati per la tristissima notizia, sono vicini con affetto alla famiglia Borgione nel ricordo del caro Davide Borgione, mancato tragicamente a 19 anni” si legge nella nota diramata dal club granata.

“Appassionato calciatore, studente esemplare, amante della musica, da sempre orgoglioso tifoso del Toro: Davide lascia un ricordo indelebile in tutti coloro che lo hanno conosciuto. Agli affetti più cari, ai parenti e ai tantissimi amici l’affettuosa vicinanza e il fraterno abbraccio di tutto il mondo granata” si legge ancora.

“L’ho accompagnato io in discoteca, perché lì non si trova parcheggio. Mi ha detto ciao pa’ e mi ha sorriso. Sapevo sarebbe tornato a casa con il monopattino o con la bici elettrica, come faceva spesso. Quella sera non aveva il casco, l’aveva dimenticato a casa”, sono le parole di Fabrizio Borgione, padre di Davide, riportate da SkyTg24.

Il giovane è stato rianimato a lungo dall’équipe medica dell’ambulanza arrivata sul posto. Poi il trasporto all’ospedale Cto, dove è stato dichiarato il decesso per trauma cranico.

“Era un ragazzo generoso e leale, riservato, ma capace di avere rapporti cordiali con tutti – ricorda con ‘La Stampa’ Giovanna Possidente, che era stata docente di greco e latino del ragazzo -. Era pieno di sogni, la musica e lo sport, soprattutto. Tutto questo lo aiutava a convivere con il grande dolore per la perdita del fratello, avvenuta quando aveva soltanto sedici anni. Non ne parlava mai, ma si vedeva che ne soffriva anche perché per lui quel fratello maggiore era un punto di riferimento importante. Era cresciuto un po’ più in fretta degli altri e, forse, anche per questo i suoi compagni si rivolgevano a lui quando c’era da organizzare qualcosa al di fuori dell’ambiente scolastico. Diciamo che era un trascinatore”,

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

TG SPORT

Articoli correlati