Cristiano Ronaldo nella bufera, anche i tifosi si ribellano

Articolo di Aldo Seghedoni

Il fuoriclasse dell'Al Nassr ha deciso di lasciare il ritiro della nazionale portoghese dopo le parole del ct Jorge Jesus.

Sta tenendo banco in tutto il mondo la questione relativa a Cristiano Ronaldo, che nella giornata di mercoledì ha deciso di lasciare il ritiro della nazionale portoghese in segno di protesta. CR7, che è rimasto in panchina per 90 minuti nella partita contro la Danimarca, non è rimasto assolutamente contento dalle parole del ct Jorge Jesus e se n’è andato.

Poche ore prima il commissario tecnico dei lusitani aveva dichiarato: “Sono l’allenatore, ho detto al giocatore che non avrebbe giocato. Ti metto in panchina. Se avrò bisogno di te per 30 minuti giocherai, altrimenti no. Nessun giocatore mi farà mai cambiare idea. Né lui, né nessun altro nel mondo del calcio. Né alcun presidente. Mai, zero”. Il presidente della federazione Proença ha tentativo di mediare tra il calciatore e l’allenatore ma non c’è stato nulla da fare.

Il comportamento di Cristiano Ronaldo è stato criticato da molti e A Bola ha lanciato un sondaggio sul proprio sito chiedendo agli utenti chi ha le colpe maggiori nella vicenda. Tre le scelte possibili: Cristiano Ronaldo, Jorge Jesus e Proença. Il risultato è stato netto: il 77.4% dei lettori ha puntato il dito contro CR7.

Nelle scorse ore anche la sorella del campione, Elma Aveiro, ha detto la sua attraverso un post sui social: “CR7 meritava più rispetto. La nazionale meritava più organizzazione. Il giornalismo portoghese meritava più competenza e meno speculazioni. Quanto al popolo portoghese, beh… non merita il meglio in niente”.

La stella dell’Al Nassr ha rotto il silenzio con un post su Instagram: “Dopo la conferenza stampa dell’allenatore della squadra nazionale e dopo una conversazione con il Presidente della Federazione Calcistica Portoghese, ho deciso di lasciare il ritiro della squadra”.

“A tempo giusto dirò a tutti i portoghesi le ragioni che mi hanno spinto a lasciare la squadra a cui mi sono sempre dedicato. Ora è il momento di augurare buona fortuna a Portogallo e a tutti i miei compagni di squadra, senza eccezioni”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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