Il 2-0 maturato nella ripresa contro il Benfica riaggiusta la classifica della Juventus, Atalanta da mani nei capelli: domina, poi perde 2-3.
Una grande gioia e una delusione atroce nel mercoledì sera delle italiane in Champions League. Esulta la Juventus, che battendo per 2-0 il Benfica a Torino cancella la paura di rischiare l’eliminazione anche dai playoff e riaggiusta la sua classifica. Non può che piangere sulle sue responsabilità invece l’Atalanta, che a Bergamo si fa piegare per 2-3 dall’Athletic Bilbao dopo aver dominato il primo tempo. All’intervallo i bergamaschi erano addirittura terzi in classifica e sicuri degli ottavi di finale, ma al triplice fischio precipitano e si ritrovano al tredicesimo posto.
All’Allianz Stadium la partita è subito vibrante: nei primi dieci minuti Sudakov impegna Di Gregorio, poi sul ribaltamento di fronte Yildiz costringe Trubin a salvarsi in calcio d’angolo. I due si ripetono verso metà tempo, la fase della partita in cui la Juventus sembra soffrire di più. Il Benfica sfiora infatti il vantaggio anche con Prestianni, ma quando ormai l’intervallo è vicino Miretti incorna fuori un prezioso suggerimento di tacco di McKennie, poi è prezioso l’assist al centro dello statunitense ma David sbaglia tutto sottoporta.
Il grande equilibrio sembra confermarsi anche all’inizio della ripresa, con Prestianni e Pavlidis che seminano il panico nell’area bianconera. La Juventus ha però la forza di portarsi in vantaggio nel momento potenzialmente più delicato della partita: è il 55′, quando un’intuizione di David permette a Thuram di trovare lo spazio necessario per battere Trubin sul primo palo. E i bianconeri, in piena fiducia, raddoppiano al 64′: è McKennie a gestire al meglio un triangolo con David mettendo di fatto in ghiaccio la partita. Anche perché il Benfica prima colpisce un palo con Aursnes, poi sbaglia un rigore con Pavlidis dopo l’intervento di Bremer su Barreiro giudicato falloso dall’arbitro dopo la revisione al Var.
Succede invece di tutto alla New Balance Arena, dopo un pomeriggio che aveva celebrato la nuova amicizia tra i tifosi di Bergamo e quelli di Bilbao. Nonostante questo, l’Atalanta azzanna l’Athletic per tutto il primo tempo concluso in vantaggio di un gol: è quello segnato di testa da Scamacca al 16′ su prezioso assist dalla sinistra di Zalewski. Le tante occasioni fallite dai nerazzurri (c’è anche un palo di De Ketelaere) costano però carissime nella ripresa.
Con l’Atalanta apparentemente in controllo e altre possibilità di raddoppiare non sfruttate, l’Athletic improvvisamente pareggia al 58′ con Guruzeta sfruttando una marcatura troppo leggera di Djimsiti. Incredibilmente la squadra di Bilbao raddoppia e poi triplica al 70′ e al 74′ grazie a Serrano e Navarro (in entrambi i casi sono importanti le responsabilità di Kossounou). Palladino vara una squadra a trazione più che anteriore nel finale, gettando nella mischia anche Lookman e Krstovic. Proprio il primo regala al secondo la palla giusta per il tap-in del 2-3 all’88’, ma è troppo tardi.