Sara Gama traccia la via: “Inclusione e rispetto temi fondamentali”

Sara Gama traccia la via

Sara Gama, capitano della Nazionale e della Juventus, sarà tra i protagonisti degli SkyInclusionDays in programma domenica 14 e lunedì 15 maggio a Milano, presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. Di questo e di altro la calciatrice, un modello per i giovani atleti sia in campo che fuori, ha parlato con Sportal.it.

Quanto è stato importante per voi il passaggio allo status da professioniste?

Il passaggio al professionismo dello scorso luglio ha rappresentato una svolta epocale per il nostro movimento, perché ha permesso a tante atlete di avere le tutele basilari che rispecchiano l’attività e il lavoro che svolgono. È stato un adeguamento necessario: una questione di diritti. Dopodiché il professionismo è più di questo: è inquadrare il nostro calcio e porlo nella dimensione in cui vogliamo stare. In un contesto internazionale di grande sviluppo della disciplina, il passaggio al professionismo ci pone al pari di altri paesi che prima di noi hanno investito per la crescita del calcio femminile. È l’espressione della volontà che abbiamo come Federazione, club, giocatrici di stare ai massimi livelli e dunque risulta fondamentale per attestarci sempre a più in alto, con credibilità verso tutti gli stakeholder che ruotano dentro e attorno il nostro sport.

Perché una bimba dovrebbe preferire il calcio ad altre discipline?

Ogni bambina dovrebbe avvicinarsi allo sport che più le piace e divertirsi sviluppando le proprie passioni individuali.
Il calcio, come ogni sport di squadra, dev’essere una scuola di vita. Perché aiuta a confrontarsi con gli altri, a darsi una mano per raggiungere un obiettivo comune.
Sono insegnamenti che apprendiamo in campo e poi portiamo nel nostro quotidiano al di là del nostro percorso sportivo. La nascita e la crescita dei settori giovanili femminili aiuta tantissimo le bambine e le ragazze ad avvicinarsi al calcio: ora in molti casi non devono fare più di un’ora di strada per andarsi ad allenare. Dovremo sempre essere bravi a facilitare il loro percorso sportivo.

Quanto la responsabilizza il fatto di avere la fascia da capitano, sia della Nazionale che della Juventus?

È sempre un motivo di orgoglio poter rappresentare la propria Nazione e una squadra importante a livello mondiale come la Juve, club che ha dato un impulso gigantesco al calcio femminile italiano. A maggior ragione in questo periodo di cambiamento storico dove finalmente il calcio femminile trova sempre più spazio e io e le mie compagne ci troviamo ad essere un punto di riferimento per le generazioni future.

Quanto è importante nella crescita di una persona lo stare in gruppo, la vita di spogliatoio?

È fondamentale perché permette di compiere un percorso di crescita personale ed educativa. Il calcio è uno sport di gruppo e come tale le vittorie non arrivano mai solo dal singolo. Lo spogliatoio diventa una seconda casa e le compagne una seconda famiglia. Più si sta bene insieme e più si riescono a raccogliere grandi soddisfazioni sportive e umane.

Cosa rappresenta per lei partecipare agli SkyInclusionDays?

Trovo molto importante e bella l’idea di Sky di promuovere un Festival completamente dedicato all’inclusione. Ci sono tanti temi che bisogna ancora affrontare e ritengo che avere vetrine così importanti in cui dialogare su determinati argomenti sia fondamentale per continuare il processo di educazione sociale, cambiamento e rispetto reciproco necessario nel mondo.

L’evento di Sky sui temi dell’inclusione e della diversità è organizzato in collaborazione con l’associazione non profit Lidia Dice… Due giorni di testimonianze, performance, workshop, incontri e dibattiti che si svolgeranno domenica 14 e lunedì 15 maggio a Milano, presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, per riflettere sul tema del rapporto con la diversità in tutte le sue declinazioni: dalla parità di genere ai diritti delle persone LGBTQ+, dalla disabilità alla body positivity, dal background etnico all’inclusione digitale e a quella del linguaggio, con uno sguardo sempre attento al confronto tra generazioni e al rapporto tra genitori e figli. Tanti gli ospiti che con i loro contributi arricchiranno il palinsesto. Dalle performance artistiche di Michele Bravi, Vinicio Marchioni e Omar Hassan, agli approfondimenti con il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli e la scrittrice Elisabetta Dami; dalle testimonianze degli sportivi come appunto Sara Gama e Giorgio Minisini, ai contributi della scienziata Amalia Ercoli Finzi.

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