L'ex compagno di squadra non sarà al funerale dell'amico: "Non faccio in tempo a tornare dal Kuwait"
Alessandro Altobelli non riuscirà a tornare in tempo per presenziare al funerale dell’amico Evaristo Beccalossi, bandiera dell’Inter morta a 69 anni. L’ex attaccante nerazzurro ha provato di tutto per riuscire ad arrivare in tempo per le esequie, in programma a Brescia nella Conversione di San Paolo ma non ce l’ha fatta.
Spillo è attualmente in Kuwait dove collabora come opinionista in una tv locale che trasmette le partite della Serie A: “Sono costretto a rinunciare e sono stravolto – sono le parole al Corriere della Sera -. Non ci sono voli, per arrivare in Kuwait del resto ci avevo messo due giorni: ero stato otto ore a Istanbul, dove avevo fatto scalo, riposando su una sedia. Sono bloccato, non ci sono soluzioni”.
Con Beccalossi, Altobelli ha formato la coppia scudetto nerazzurro del 1980. “Cosa ci univa? L’amicizia profonda. E poi in campo ci capivamo al volo – ha raccontato all’Ansa Altobelli – . Arrivai a Brescia nel 1974: lui giocava nella Primavera che poi avrebbe vinto lo scudetto, io feci qualche partita con loro e poi salii in prima squadra. Abbiamo condiviso tutto: le squadre, prima il Brescia e poi l’Inter, le partite, i dopopartita. Quando litigavamo con qualcuno ci spalleggiavamo”.
“E’ stato sottovalutato. Ma quando era in giornata era inarrivabile. A San Siro si veniva a vedere lui, mica l’Inter. Riportava il calcio di strada sui campi della Serie A. Io mi sono sempre speso perché tutti comprendessero la sua bravura. Aveva uno stile tutto suo, e se non lo capivi facevi fatica a stargli dietro. Io lo feci dall’inizio, e così nacque la nostra intesa”.