"Sono stato messo in dubbio così tante volte: ceduto, ho vissuto tanta instabilità, ho avuto, che so, sette o otto allenatori diversi".
I New York Knicks hanno vinto, dopo 53 anni di attesa, il titolo NBA. Tutti stanno celebrando il talento di Jalen Brunson, il nuovo eroe della Grande Mela. Vengono spesso citati anche OG Anunoby e Karl Anthony-Towns, decisivi per la trionfale cavalcata.
Eppure c’è un elemento del roster che si è, letteralmente, dannato l’anima per aiutare la squadra a vincere: Josh Hart. A 31 anni, dopo aver girovagato a lungo nell’NBA, l’ex Villanova Wildcats (esattamente come Jalen Brunson e Mikal Bridges) è riuscito a dimostrare di essere un uomo da titolo NBA.
“L’unica cosa che ho sempre detto è che volevo vincere. Volevo vincere un campionato al massimo livello. Sono stato messo in dubbio così tante volte: ceduto, ho vissuto tanti momenti difficili, ho avuto, che so, sette o otto allenatori diversi. Poi trovato casa a New York, dove sono stato accolto per la persona che sono, per il giocatore che sono. Non sono perfetto, ovviamente. Commetto molti errori. Ma cerco di dare il massimo. Cerco di fare tutto il possibile per aiutare la squadra a vincere. Non mi interessano i punti. Non mi interessano queste cose. Sono disposto a sacrificare qualsiasi cosa per questa città, per questa maglia, per questa franchigia, le parole di Josh Hart riportate da ESPN.
Ci sarà anche lui nella parata organizzata dai New York Knicks per festeggiare la conquista dell’anello NBA. La festa è prevista per la giornata di giovedì con la città pronta a fare festa con i suoi nuovi eroi, compreso Josh Hart.