Walter De Raffaele molto duro con Chris Chiozza

Articolo di Aldo Seghedoni

"Credo che sia in grande difficoltà fisica a tecnica. E non ho visto leadership" osserva il coach canturino.

Walter De Raffaele molto duro con il play Chris Chiozza al termine del match perso dall’Acqua S.Bernardo Cantù in casa contro la Reyer Venezia. “Credo che sia in grande difficoltà fisica a tecnica – dice il coach dei brianzoli -. Ha fatto qualcosa all’inizio, poi non abbiamo avuto niente. Con De Nicolao e Moraschini siamo riusciti a rientrare: le risposte devono arrivare anche da questi giocatori di grande esperienza e che dovrebbero anche avere un minimo di leadership. Stasera sinceramente non l’ho vista”.

“È una partita che ci ha visto rincorrere quasi sempre, pagando un grosso sforzo per rientrare. Abbiamo speso tanto sia nel break tra primo e secondo quarto e soprattutto in quello nel terzo quarto, quando, dopo un approccio morbido, abbiamo capito come si doveva giocare contro una grande squadra come Venezia: un po’ all’arma bianca. Abbiamo gestito con poca lucidità un paio di possessi consecutivi sul -3, sono errori che queste squadre ti fanno pagare” aggiunge il successore di Nicola Brienza sulla panchina biancoblu.

“Credo la partita sia un po’ tutta lì, perché poi nei primi cinque minuti dell’ultimo quarto non ha segnato quasi nessuno e non abbiamo avuto nemmeno la fortuna di segnare canestri abbastanza aperti, ma soprattutto non abbiamo avuto la lucidità di fare le scelte giuste in quei momenti. Sono convinto che lo step più importante da fare sia questo. I ragazzi che hanno giocato hanno dato tutto quello che avevano. Ho dovuto rinunciare a Ballo perché non stava bene, poi anche Sneed è uscito per un problema e la coperta così diventa corta” prosegue l’ex Reyer e Derthona.

“Dobbiamo essere più scaltri in alcune situazioni in cui facciamo errori banali, alzando il livello di attenzione, perché di tempo non ce n’è tantissimo” chiosa De Raffaele.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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