Il 75-94 del PalaEur regala la vittoria alla sua Napoli (elogiata ma anche bacchettata nel dopopartita) a Jasmin Repesa, che non dimentica Roma.
La Maxima Roma ha iniziato male la sua avventura in Serie A, cadendo al PalaEur con il risultato di 75-94 per la Napoli Basket guidata dall’ex virtussino Jasmin Repesa. E proprio il tecnico croato, oltre ad elogiare i suoi giocatori (sono andati a referto tutti coloro che hanno visto il campo) evidenziandone però anche qualche battuta a vuoto, ha voluto ribadire il suo grande affetto per la Capitale.
“Roma è una città che ho nel cuore, quindi torno qui sempre con grande piacere. Voglio anche ringraziare l’ingegner Toti e la sua famiglia per il sostegno che mi hanno sempre garantito nel corso dei miei anni qui – ha affermato Repesa nel dopopartita -. Poi siamo riusciti a vincere noi di Napoli grazie all’energia fisica e mentale che abbiamo messo in campo per tutti i 40 minuti, e di cui sono molto soddisfatto. Abbiamo però fatto tanti errori, soprattutto verso la fine del primo tempo. Abbiamo regalato alla Maxima Roma 10 punti senza motivo. Nel basket non esistono più i giocatori in grado di vincere da solo, l’amalgama di gruppo fa la differenza. L’ho sempre detto e lo dirò sempre”.
Parole amare, invece, quelle di coach Matteo Cotelli, che non ha cercato alibi dopo il ko: “Hanno distrutto il nostro gioco. Ci dispiace molto, perché ci tenevamo molto a fare bene davanti a un pubblico così numeroso. Non ci siamo fatti trovare pronti, non siamo riusciti a controllare ritmo e palle perse. Mi sono invece piaciute le reazioni che ci hanno permesso di tornare a contatto, ma ci serve un cambio di passo. Tanta gente di Roma è venuta al palazzetto, dispiace a tutti soprattutto per questo. Dobbiamo lavorare moltissimo”.
Il risultato pesa anche per il contesto in cui è maturato. La sconfitta è arrivata nel giorno del cinquantesimo compleanno di Francesco Totti, advisor del club con un ruolo legato allo sviluppo della fanbase, che ha trascorso la giornata a Los Angeles, lontano dalla Capitale. Poche ore prima del fischio d’inizio, lo storico capitano della Roma aveva espresso tutta la sua fiducia nel progetto: “Non pensate che per me esista solo il calcio, io sono uno sportivo vero. Dopo 30 anni di calcio capisco le dinamiche di spogliatoio, è normale, e sarà un piacere per me condividere la mia esperienza con il gruppo. E se l’11 ottobre mi invitano al derby, ci vengo. Poi se nel tempo vinceranno qualcosa di importante, hanno carta bianca”.
Il presidente Paul Matiasic aveva del resto tracciato con chiarezza il perimetro del ruolo di Totti: “Non sceglierà i giocatori ma farà crescere la fan base in modo autentico. Ha Roma nelle vene e negli occhi”, le sue parole al Corriere dello Sport. Un incarico tutt’altro che simbolico, pensato anche per erodere consensi alla rivale cittadina BC Roma, con il derby dell’11 ottobre al PalaEur già cerchiato in rosso sul calendario. Un appuntamento che assume ora contorni ancora più significativi, considerando che anche i giallorossi dell’altra sponda capitolina hanno esordito con una sconfitta, cadendo sabato contro Treviso per 94-109.