“Volevo mollare”: le confessioni inaspettate dei protagonisti dell’Allianz Milano

Articolo di Claudia Ferrarini

Dalle difficoltà agli inizi ai sogni realizzati: Landy Simon, Damiano Catania e coach Guillermo Falasca si raccontano.

La Powervolley Cup-Trofeo Elena Gori è stata presentata all’Allianz Cloud, alla presenza dei riferimenti dirigenziali e dei capitani delle sedici squadre partecipanti del CSI Milano e Monza Brianza. Durante l’incontro sono state poste alcune domande ai protagonisti della Power Volley Allianz Milano, Landy Simon, Damiano Catania e l’allenatore Guillermo Falasca, che hanno raccontato le proprie esperienze nel mondo della pallavolo, parlando dei loro inizi, delle difficoltà incontrate e delle proprie passioni.

“Il capitano è quello che fa più degli altri. È un giocatore esemplare che deve guidare i compagni nei momenti di difficoltà” ha spiegato Guillermo Falasca, motivando la scelta di Damiano Catania come capitano per la sua esperienza, il suo esempio e la capacità di guidare la squadra nei momenti difficili.

Una delle domande ha interessato l’inizio della loro carriera. Lo stesso Catania ha raccontato: “Da ragazzo non pensavo di giocare a pallavolo come mestiere, mi allenavo e studiavo normalmente. Devo dire grazie a mia sorella e alla mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto. Sono andato via di casa a 14 anni e devo tanto a loro”.

Anche Landy Simon ha spiegato di aver avuto dei dubbi: “A un certo punto non volevo più continuare, ma l’allenatore mi ha spinto e sono contento”. Guillermo Falasca, invece, è cresciuto in una famiglia cresciuta con la pallavolo: “Mio padre giocava a pallavolo, così come mio fratello. Ho iniziato a cinque anni e il mio obiettivo è sempre stato diventare bravo in questo sport”.

Un’altra domanda ha riguardato la gestione dei fischi del pubblico e dei momenti difficili durante le partite. Simon ha raccontato che giocare in casa può essere più impegnativo: “Sento più pressione perché ci sono tutti e non voglio deludere”. Catania, invece, ha spiegato quanto sia importante reagire agli errori: “In una partita non si può essere sempre al top. Ci sono momenti difficili, ma il punto è quanto tempo ci metti a uscirne. Bisogna pensare a cosa fare dopo e capire dove si è sbagliato”.

Infine, agli ospiti è stato chiesto quali altri sport seguissero nel tempo libero. Catania ha raccontato di essere tifoso dell’Inter, mentre Simon ha affermato di essere un appassionato di basket; Falasca, invece, segue il calcio, in particolare il Barcellona, ma anche la Formula 1, la MotoGp e la NBA.

Aspirante giornalista sportiva e appassionata dello sport, in particolare del mondo dei motori e dell'atletica leggera. Pratico atletica a livello agonistico e amo viaggiare.

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