Vero Volley, rivoluzione in corso: Stefano Lavarini non è più l’allenatore

Articolo di Aldo Seghedoni

Stefano Lavarini non è più l’allenatore della Numia Vero Volley Milano. Arrivato nell’estate del 2024, l’allenatore piemontese ha guidato la squadra in un percorso che l’ha portata a raggiungere due finali Scudetto consecutive, il terzo posto sia nella CEV Champions League 2024/2025 sia nel Campionato Mondiale per Club 2024 e, soprattutto, la conquista della Supercoppa Italiana il 18 ottobre 2025 a Trieste, superando Conegliano. Un successo che ha segnato un momento storico per la città di Milano, regalandole un trofeo nazionale nella pallavolo dopo 80 anni.

Termineranno, contestualmente, anche i rapporti tra Numia Vero Volley e Andrea Mafrici – secondo allenatore – e Kacper Duda – scoutman.

“Tutta la Società Vero Volley saluta con affetto e stima Stefano Lavarini e il suo staff, ringraziandoli per la professionalità e i valori trasmessi durante le due stagioni condivise, augurando loro il meglio per il proseguimento della carriera” si legge nella nota diramata dal sodalizio lombardo.

Nel dettaglio, la stagione 2025/2026 aveva preso il via con la conquista della Supercoppa Fineco al PalaTrieste, dove Milano aveva superato la Prosecco Doc A. Carraro Imoco Conegliano interrompendo la striscia di sette titoli consecutivi delle Pantere nella competizione. Un trionfo costruito su un gruppo profondamente rinnovato, con Paola Egonu nominata capitano per la prima volta in carriera e tanti volti nuovi integrati nel roster: dalla palleggiatrice Francesca Bosio all’americana Khalia Lanier, passando per Rebecca Piva e Benedetta Sartori. Alla vigilia di quella finale, lo stesso Lavarini aveva inquadrato così il momento: “Contro Conegliano si azzera tutto: si rinnovano le squadre, le emozioni e si riparte con nuove ambizioni. Scendere in campo per un trofeo così importante è per noi un acceleratore, ci stimola a dare sempre di più”.

Il cammino europeo nella CEV Champions League 2024/2025 aveva invece rappresentato uno dei punti di forza della gestione Lavarini nella sua prima stagione sulla panchina milanese. Milano aveva chiuso al terzo posto, battendo il VakifBank Istanbul per 3-1 nella finale per il bronzo, con Paola Egonu top scorer del match con 21 punti. Al termine di quella gara, il tecnico aveva tracciato un bilancio lucido e già proiettato al futuro: “Si chiude oggi una stagione in cui in tutte le competizioni ci siamo fermati soltanto davanti a Conegliano. Questo non fa altro che aumentare ancora di più le nostre motivazioni per ripartire e provare ad avere successo il prima possibile”.

La seconda annata sotto la sua guida si era invece conclusa con la finale Scudetto persa contro Conegliano, in una serie che aveva tenuto col fiato sospeso fino all’ultimo. Gara-1 al PalaVerde era terminata al tie-break in favore delle Pantere, in una partita segnata anche dall’infortunio al polpaccio di Egonu nel quarto set, che aveva costretto la capitana a uscire in più occasioni nel momento decisivo del match. Nonostante le difficoltà, Milano aveva dimostrato di potersela giocare ad armi pari con le campionesse d’Italia, confermando la crescita del progetto avviato con l’arrivo di Lavarini.

A testimoniare la solidità del gruppo costruito in questi due anni è anche la scelta della società di puntare sulla continuità in sede di mercato. Khalia Lanier, seconda miglior realizzatrice della squadra nella stagione 2025/2026 con 493 punti complessivi tra competizioni nazionali ed europee, è stata confermata per il terzo anno consecutivo in rosablù. “Sono davvero molto felice di continuare il mio percorso con la Numia Vero Volley Milano“, aveva dichiarato la schiacciatrice statunitense. “L’Italia è diventata una seconda casa per me e sono grata di poter giocare in uno dei campionati più competitivi al mondo e soprattutto in una società come Milano”. Un segnale chiaro di come, al di là del cambio in panchina, il progetto sportivo del club lombardo mantenga ambizioni di vertice anche nella stagione 2026/2027.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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