“Meritiamoci prima il posto poi se succederà sarò contenta di questo. Se riusciremo a coesistere e fare bene per la Nazionale sarà fantastico”
Nell’estate del 2023 Ekaterina Antropova aveva fatto il suo debutto in maglia azzurra. Nel giro di due stagioni è diventata una pedina tattica sempre più preziosa per la Nazionale guidata da Julio Velasco. Adesso, però, per lei si apre una fase completamente nuova: il passaggio da opposta a schiacciatrice, una trasformazione che potrebbe renderla uno dei punti di riferimento dell’Italia in vista dell’Europeo di fine estate. Non più semplice alternativa a Paola Egonu, ma giocatrice complementare. Il primo confronto con Velasco sul cambio di ruolo è arrivato alla Courmayeur Cup, alla fine di settembre scorso, subito dopo il titolo mondiale. “Mi ha chiesto se fosse una cosa che mi sarei sentita di fare e io non ho avuto dubbi sulla risposta: “assolutamente sì, se posso essere utile alla squadra””, racconta Antropova alla Gazzetta dello Sport.
Aggregatasi al gruppo azzurro soltanto da pochi giorni, la giocatrice ammette che l’impatto con il nuovo compito richiede un lavoro soprattutto mentale. “Sicuramente devo lavorare tanto anche dal punto di vista mentale perché io sono una persona che pretende molto da se stessa. Ma questo posso farlo nel mio ruolo. Lo stesso approccio non aiuterebbe con il nuovo compito anche perché davvero è la prima volta che mi metto a lavorare seriamente come schiacciatrice”. Sul possibile futuro accanto a Egonu, Antropova mantiene prudenza: “Meritiamoci prima il posto poi se succederà sarò contenta di questo. Se riusciremo a coesistere e fare bene per la Nazionale sarà fantastico”.
Il cambio di ruolo non sarà però l’unica svolta dei prossimi mesi. Dopo cinque anni a Savino Del Bene Scandicci, Antropova è pronta a trasferirsi in Turchia, all’Eczacıbaşı Dynavit. “È un cambiamento che volevo intraprendere. A Scandicci sono stata molto bene, ma ho sempre avuto l’idea che alla mia età stare troppo nello stesso posto porti a una stagnazione, a una frenata nella crescita. Così ho accettato la proposta di trasferirmi all’estero”.