Noto soprattutto per i suoi record al Parco Nazionale di Yosemite, lo sportivo è deceduto in seguito ad una caduta.
Il mondo del climbing è in lutto per la scomparsa di Jake Whisenant, atleta molto noto nel mondo dell’arrampicata soprattutto per i record conquistati sulle pareti di El Capitan nel Parco Nazionale di Yosemite, in California.
Whisenant è deceduto durante una scalata sulla Sierra Nevada, una catena montuosa che si estende a cavallo fra la parte orientale dello Stato della California e la parte occidentale dello Stato del Nevada. Si erano perse le sue tracce da oltre due giorni e le autorità l’hanno poi individuato e recuperato grazie anche all’impiego di droni e altri mezzi tecnologici.
“Quando l’improvvisa e indifferente ondata di una perdita catastrofica travolge la tua vita, è fin troppo facile credere che il mondo ti abbia tradito in modo crudele e ingiusto, come per punirti di una colpa mai commessa – ha scritto la fidanzata Emma London -. Ma Jake non ha mai scelto la strada più facile”.
“La via più impervia, quella che avrebbe scelto lui, consiste nel continuare a fissare l’orizzonte ben oltre il tramonto, lasciandosi avvolgere dall’incomprensibile bellezza di quella magia a cui si è avuta la fortuna di assistere. Per Jake, sto cercando di scegliere la strada più difficile. Quando il crepuscolo è sfumato nella notte, sono stata costretta a dire addio all’ultimo giorno che avevamo condiviso su questa Terra”.
Matt Cornell, alpinista e caro amico di Jake, ha scritto: “Jake era sempre molto riservato su ciò che faceva in montagna. Era un uomo umile ma immensamente stimato nella nostra comunità e la sua eredità continuerà a vivere attraverso le vie che ha aperto”.