Anche lo sport protagonista in “I social prima dei social” di Mauro Corno

Articolo di Flavio Brambilla

Compiendo anche qualche slalom nell’impossibile, cioè collocare strumenti moderni in epoche dove non si pensava neppure che un giorno potessero essere concepiti, l’autore ci accompagna sul sentiero della riflessione intorno a storie passate.

Si parla anche di sport nell’ultimo libro di Mauro Corno, “I social prima dei social”. Compiendo anche qualche slalom nell’impossibile, cioè collocare strumenti moderni in epoche dove non si pensava neppure che un giorno potessero essere concepiti, l’autore ci accompagna sul sentiero della riflessione intorno a storie passate, rivisitandole con l’impatto degli strumenti social e dell’iperconnessione globale. Ne viene fuori un esercizio di “riscrittura” sul passato che diventa molto utile per capire, e magari  prevenire, possibili usi distorti degli strumenti social nel presente e nel futuro.

Il volume – pubblicato da Edizioni Il Foglio Letterario di Piombino – offre una serie di racconti brevi scritti come articolo di cronaca che rivisitano storie del passato rivissute come se ci fossero già stati i social. C’è l’invenzione del primo semaforo prima di passare al premio Oscar assegnato a Sophia Loren. C’è la narrazione della crisi energetica degli anni settanta del secolo scorso che precede il racconto del Gran Premio del Giappone di Formula Uno del 1976 con Niki Lauda che si ritira in mezzo a un uragano lasciando il titolo al rivale James Hunt. Dalla caduta del muro di Berlino agli azzurri campioni del mondo nel calcio, l’intreccio fra i generi offre una lettura molto simile a quella di un quotidiano del giorno più intenso.

Brianzolo di Villasanta, alle porte di Monza, Mauro Corno è nato nella città della Corona Ferrea nell’ottobre del 1970 e ha sempre vissuto a Villasanta. Laureato in Scienze Politiche all’Università Statale di Milano con una tesi su Georges Simenon, si è fatto le ossa al “Giornale di Vimercate”, occupandosi di cronaca di ogni tipo, e da oltre vent’anni è direttore di Sportal.it. Ha collaborato con numerose pubblicazioni, tra cui “Guerin Sportivo”, “Calcio 2000”, “il Resto del Carlino” e i quotidiani locali del gruppo Gedi.

Da bambino era certo che avrebbe giocato in Serie A ma già in Seconda Categoria non vedeva palla. Spesso ospite di trasmissioni televisive legate al calcio, nelle quali non urla né alza la voce, è al suo terzo libro dopo “Ai confini dell’impero” e “Nuovi confini dell’impero” nei quali ha raccontato le storie di vita di cinquanta tra calciatori, allenatori e preparatori atletici italiani impegnati all’estero, certe volte in luoghi non facili da trovare sulla cartina geografica.

 

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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