La campionessa bergamasca, nel corso del Media Day FISI, è tornata sull'ultimo difficile mese, a partire dal malore di Ushuaia.
Sofia Goggia ha scelto il Media Day FISI di venerdì a Milano per raccontare in prima persona le ultime difficile settimane che ha vissuto, iniziando dal malore patito a Ushuaia un mese fa. La campionessa bergamasca, reduce da una stagione impreziosita dalla medaglia di bronzo olimpica in discesa libera e dalla conquista della Coppa di specialità di Super-G, sta infatti affrontando il recupero dopo la doppia infezione che, fra le altre cose, ha interessato il sistema nervoso.
La sciatrice azzurra ha spiegato come questa situazione sia stata molto diversa rispetto ai numerosi infortuni affrontati in passato: “Diciamo che nella mia carriera ho dovuto parecchie volte esercitare l’arte della pazienza, solo che questa situazione in cui mi trovo è un po’ particolare, diversa rispetto a quelle che ho dovuto vivere con i tanti infortuni. In questo caso, però, non basta tutta la forza di volontà per bruciare delle tappe, c’è un tempo biologico di guarigione”.
Goggia ha raccontato nel dettaglio le conseguenze dell’infezione, soffermandosi soprattutto sui sintomi neurologici che l’hanno costretta a rallentare: “Quando mi sono ritrovata ad avere questa infezione, cha ha provocato sintomi neurologici, è stata una cosa sicuramente diversa dal solito, anche un pochino più delicata. È forse la prima volta in cui ho pensato davvero: ‘Prima devo rimettermi al cento per cento’, devo ritrovare lucidità, coordinazione, devo riuscire a muovermi bene”.
Particolarmente significativi gli episodi ricordati dall’azzurra, che hanno fatto capire quanto il problema stesse incidendo sulla sua quotidianità. “A Ushuaia mi sono accorta che non riuscivo più a fare le scale in discesa. Tremavo tanto, era come se mi sentissi veramente scoordinata. In più avevo dolori lancinanti anche solo nel girarmi nel letto durante la notte: mi hanno debilitata, sono stati parecchio invalidanti”.
Nonostante l’esperienza accumulata negli anni nel recuperare da stop anche molto gravi, questa volta la priorità è stata diversa. “Il mio obiettivo adesso è rimettermi soprattutto a livello nervoso. Poi, una volta che sto bene, il percorso lo conosco perché ho costruito la mia carriera mettendo tante volte delle pezze qua e là dopo gli infortuni. Ma per fare tutto questo devo prima stare bene a livello neurologico”.
Nel prosieguo del suo intervento, Goggia ha ammesso che a preoccuparla maggiormente non sono stati i possibili riflessi sulla carriera, bensì i dolori fisici provati durante la malattia: “Nella mia carriera non mi sono mai lamentata. Quando però ho avvertito questi dolori mi sentivo come se mi si sgretolassero le ossa. Non riuscivo a dare carico al mio fisico. Mi hanno preoccupata più i dolori che non il resto”.
Solo successivamente la campionessa si è resa conto che qualcosa non stava funzionando come avrebbe dovuto: “Una volta tornata mi sono accorta che qualcosa non andava bene anche da un altro punto di vista. Ero rallentata nella parola, dovevo scandire le frasi in maniera diversa, tremavo tanto. Ho vissuto grande preoccupazione soprattutto per i dolori che ho avuto”.
Le parole di Sofia Goggia testimoniano la durezza di una battaglia molto diversa da quelle combattute finora sugli sci. Prima di pensare alle competizioni, Sofia Goggia ha ammesso che la priorità attuale è semplice a dirsi ma complessa nel suo sviluppo: tornare a stare bene nel quotidiano, prima di rimettere ai piedi gli sci.