Il 24enne di Manerba del Garda ha trionfato per la prima volta in Coppa del Mondo nella stessa gara, il superG di Wengen, in cui si infortunò tre anni fa.
Quella di oggi di Giovanni Franzoni è una vittoria importantissima: il 24enne di Manerba del Garda, dopo aver dominato le prove cronometrate della discesa nei giorni scorsi, ha vinto per la prima volta in carriera in Coppa del Mondo nel superG maschile di Wengen, regalando anche all’Italia dello sci alpino la prima vittoria stagionale in campo maschile, dimostrando di avere un feeling eccezionale su una pista leggendaria come il Lauberhorn, sulla quale peraltro si era infortunato seriamente tre anni fa proprio in superG.
Un altro fatto molto rilevante è che Franzoni è riuscito a vincere con il numero 1, pettorale che solitamente nelle gare di velocità è sfavorito rispetto ai numeri leggermente più alti, e infatti sono pochissime le occasioni in cui sul Lauberhorn, tra discesa e superG in Coppa del Mondo, ha vinto chi si affacciava per primo al cancelletto: in 5 superG non era mai successo, in 52 discese invece la circostanza si è verificata solo due volte, con lo statunitense Kyle Rasmussen nel 1995 e con lo svizzero Beat Feuz nel 2018.
Ma torniamo a Franzoni: è stata la ventesima vittoria italiana in un superG maschile di Coppa del Mondo e il gardesano è il terzo azzurro più giovane di sempre a vincere nella specialità dopo Michael Mair e Patrick Holzer. Il tutto, ripetiamo, su una pista dove il 13 gennaio 2023 si lesionò i flessori della coscia destra e fece molta fatica a recuperare da questo infortunio, lui che era arrivato da predestinato nel Circo Bianco esordendo nel gigante dell’Alta Badia del 20 dicembre 2020 e poi, malgrado una frattura alla clavicola in allenamento sui ghiacciai nel 2021, aveva vinto tra 2021 e 2022 tre ori, un argento e un bronzo ai Mondiali juniores.
Oggi, finalmente, Franzoni si è consacrato campione alla sua sessantesima gara di Coppa del Mondo, dopo essere stato terzo nel superG della Val Gardena dello scorso 19 dicembre e aver conquistato altri quattro piazzamenti tra i top 10 che ha cominciato a mettere insieme a partire dalla scorsa stagione.
Proprio in Val Gardena Franzoni aveva dedicato il podio al suo compagno di squadra Matteo Franzoso, morto tragicamente la scorsa estate in allenamento in Cile. E chissà che il pensiero del suo grande amico, oltre alla voglia di divertirsi, che sosteneva di aver perso e che ora ha ritrovato, non lo abbia spinto a sbocciare al più alto livello su una delle piste più leggendarie dello sci alpino.