Italrugby schiacciata a Cardiff dopo l’impresa con l’Inghilterra

Articolo di Andrea Gussoni

Si chiude con una brutta sconfitta il Sei Nazioni 2026 dell'Italrugby

Si chiude con una brutta sconfitta il Sei Nazioni 2026 dell’Italrugby. Gli Azzurri, dopo l’entusiasmante successo interno contro l’Inghilterra, al Principality Stadium di Cardiff sono stati schiacciati 31-17. Gli uomini di Quesada hanno avuto la prima occasione per sbloccare il punteggio al 12′, ma Paolo Garbisi non ha centrato i pali dalla piazzola. A colpire per primo è stato invece il Galles: al 15′ Aaron Wainwright è andato in meta e Dan Edwards ha trasformato per il 7-0. Il match si è spaccato definitivamente poco prima della mezz’ora, con un micidiale uno-due dei gallesi: al 26′ è arrivata la seconda meta personale di Wainwright, imitato al 29′ da Dewi Lake. Edwards è stato preciso in entrambe le trasformazioni e all’intervallo il tabellone recitava 21-0 per i padroni di casa.

Nella ripresa ci si aspettava la reazione azzurra, ma è stato ancora il Galles ad affondare il colpo: al 44′ Edwards ha firmato la quarta meta che ha garantito anche il bonus offensivo e ha trasformato per il 28-0. Pochi minuti dopo, al 48′, lo stesso Edwards ha realizzato anche un drop che ha portato il punteggio sul 31-0. L’Italia ha trovato un sussulto al 52′ con la meta del neoentrato Tommaso Di Bartolomeo al termine di un’azione che è costata anche il cartellino giallo ad Archie Griffin. Dalla piazzola Garbisi ha accorciato sul 31-7, ma gli azzurri non hanno sfruttato la superiorità numerica per riaprire davvero la partita.

La seconda meta italiana è arrivata al 68′ con Tommaso Allan, ma Garbisi non ha trasformato e il punteggio è rimasto sul 31-12. A tempo scaduto è stato lo stesso Garbisi a trovare un’altra segnatura, troppo tardiva però per sperare nel bonus o in una rimonta: la conversione non è riuscita e il match si è chiuso sul 31-17. Nel finale, inoltre, sono state annullate due mete agli azzurri (una a Monty Ioane e una a Leonardo Marin) dopo la revisione del TMO.

“È difficile parlare a caldo – ha ammesso Gonzalo Quesada – ma pensiamo di aver fatto il minimo possibile durante la settimana perché sapevamo che sarebbe stata dura fisicamente, loro avevano anche un giorno di riposo in più, ma soprattutto abbiamo sbagliato alcuni placcaggi che normalmente non sbagliamo”.

“Ci sono state due vittorie storiche in casa con Scozia e Inghilterra e una partita molto interessante in Irlanda. Oggi il Galles ha meritato più di noi, ma almeno abbiamo lottato fino alla fine. Non eravamo i re del rugby la settimana scorsa e non è che non valiamo niente oggi: è stato comunque un buon Sei Nazioni e c’è ancora tanto da lavorare”, ha concluso il ct.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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