Il golf transalpino sperava in una domenica da ricordare, magari con Vaillant capace di raccogliere l’eredità di Thomas Levet,
Alla vigilia dell’ultimo giro dell’Open di Francia, Matt Fitzpatrick si presentava al comando con quattro colpi di margine e nella giornata conclusiva a Saint-Quentin-en-Yvelines ha confermato la propria leadership, gestendo con autorità il finale della 108ª edizione del torneo. Grande prova anche per Matthieu Pavon, autore del miglior giro di giornata con un 64 e capace di risalire fino al terzo posto a -15, posizione condivisa anche con Tom Vaillant, che ha terminato con un 70.
Il golf francese sperava in una domenica da ricordare, magari con Vaillant capace di raccogliere l’eredità di Thomas Levet, ultimo giocatore transalpino a conquistare il FedEx Open de France nel 2011. Il successo non è arrivato, ma Vaillant e Pavon hanno comunque regalato grandi soddisfazioni al pubblico di casa.
A spegnere le speranze dei francesi è stato soprattutto un Matt Fitzpatrick che ha saputo amministrare il vantaggio con grande esperienza. Il numero 4 mondiale ha completato l’ultimo giro in 70 colpi, mettendo a segno soltanto par nelle prime dodici buche prima dei birdie alla 13 e alla 15 e del bogey conclusivo alla 18.
Nonostante qualche difficoltà nel gioco lungo, Fitzpatrick ha trovato nel gioco corto e sul green le armi decisive, chiudendo la giornata con 27 putt. Eugenio Chacarra era riuscito a portarsi a due colpi dall’inglese dopo le prime nove buche, mentre alla fine è stato Angel Hidalgo a conquistare il secondo posto con -17.
Fitzpatrick ha così aggiunto un altro importante successo alla propria carriera, nella quale figurano anche lo US Open 2022, due Ryder Cup e cinque vittorie sul PGA Tour, tre delle quali ottenute quest’anno.
Il britannico ha commentato così il successo: “È incredibile vincere qui, dove in passato si sono imposti grandi nomi come Nick Faldo o Severiano Ballesteros. Mi fa piacere poter aggiungere anche il mio nome a questo albo d’oro. Nell’ultimo giro ho cercato di trovare un equilibrio tra attacco e gestione. Non c’era motivo di perdere colpi inutilmente prendendo troppi rischi, anche se a volte può essere pericoloso giocare in maniera troppo prudente”.