Eros Ramazzotti demolisce i tifosi dell’Inter per il loro squallido striscione sull’Heysel

Articolo di Flavio Brambilla

Il cantante romano, noto tifoso della Juventus, si unisce al coro di chi non vuole lezioni dai fan nerazzurri.

Non si placano le polemiche dopo il vergognoso atteggiamento da parte di un gruppo di tifosi della Juventus in occasione del minuto di silenzio disposto dalla Lega Calcio per ricordare Sandro Mazzola, il campione di Inter e Nazionale morto nel fine settimana a 83 anni.

A intervenire sulla questione è stato anche Eros Ramazzotti, grande fan bianconero, che dopo avere stigmatizzato quanto successo domenica all’Allianz Stadium ha voluto fare una precisazione sulla frase relativa alla “madre dei coglioni che è sempre incinta”. Il cantante romano ha ricordato lo squallido striscione sulla tragedia dell’Heysel (39 morti, di cui 33 tifosi della Vecchia Signora) esposto al ‘Meazza’ da supporter nerazzurri nel 2011, in occasione di un’Inter-Juventus di campionato.

La stessa Juventus ha voluto prendere le distanze dal comportamento dei propri ultras con un comunicato ufficiale intitolato “Rispetto e sportività”: “Non c’è rivalità che possa giustificare la mancanza di rispetto durante un minuto di silenzio. Onorare la memoria e unirsi nel ricordo durante i momenti di commemorazione rappresenta una responsabilità comune che trascende appartenenze e colori”. La scena si era consumata prima del calcio d’inizio, quando alcuni ultras bianconeri avevano voltato le spalle al campo intonando cori dedicati a Gaetano Scirea, Andrea Fortunato e Gianni Agnelli, mentre dagli altri settori dello stadio partivano applausi nel tentativo di coprire i cori.

Dura la reazione anche di Luciano Spalletti, tecnico bianconero, che nel corso della conferenza stampa post partita ha voluto ricordare il suo rapporto personale con Mazzola: “Cose del genere non vanno fatte, servono rispetto e sportività. Leggende del nostro calcio del calibro di Mazzola, Scirea, Baresi sono persone dalla dignità e valori sportivi e umani tali da permettere a tutti noi di prendere qualcosa. Io ho conosciuto Mazzola quando sono arrivato all’Inter, in uno dei miei primi giorni lì. Venne ad abbracciarmi, mi ha trasferito la sua disponibilità per l’incarico che stavo assumendo. Mi ha dato una grande mano e porterò sempre quel momento nel mio cuore”.

Anche Claudio Marchisio, ex bandiera bianconera, ha voluto dire la sua con un post su Instagram che ha fatto il giro del web: “Ci sono cose che, quando ami davvero il calcio, fai fatica ad accettare. Quello che è successo ieri è una di queste. Sandro Mazzola è un pezzo della storia del nostro calcio. E la storia si rispetta”. L’ex centrocampista ha poi aggiunto: “La rivalità è passione, appartenenza, orgoglio. Ma non può mai cancellare il rispetto. Per l’uomo, per il campione, per tutto ciò che Sandro ha rappresentato per il calcio italiano”.

Indignato anche Adriano Panatta, che dagli studi della Domenica Sportiva non ha usato mezzi termini: “È una cosa vergognosa. Il gruppo di tifosi che ha fatto questa cosa mi hanno fatto vergognare di essere italiano perché è inconcepibile, va al di là di qualsiasi cattivo gusto, della maleducazione, della cultura completamente assente. Secondo me dovrebbero essere puniti con il daspo a vita”. Sulla stessa lunghezza d’onda il giornalista Ivan Zazzaroni, che su Instagram ha scritto: “Lo sfregio al morto (degli altri) è un salto di qualità della stupidità. Non c’è spiegazione accettabile, neppure se dovesse trattarsi di una risposta alla curva ‘nemica’”.

 

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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