"Sono passati ormai due mesi e mezzo da quell'infortunio in Cina".
“Sono passati ormai due mesi e mezzo da quell’infortunio in Cina. Due mesi in cui l’obiettivo era in primis recuperare al meglio per cercare di ritornare in pedana sano, ancor prima che performante. Mesi in cui si è lavorato molto sia in campo che con lo staff medico. Se non avessi avuto l’estrema certezza — e il test di Montecarlo ne è stato una prova — non sarei mai entrato in pedana correndo il rischio consapevole di una probabile ricaduta”.
Così il lunghista azzurro Mattia Furlani ha spiegato sui propri account social le ragioni che lo avevano convinto a tornare in gara, prima del nuovo stop. Furlani è stato infatti costretto al ritiro dopo il primo salto delle qualificazioni agli Europei di Parigi, a causa di un nuovo problema al bicipite femorale.
“Oggi mi sentivo bene, entravo forte ed evidentemente il mio corpo, a certe intensità, non era ancora pronto a ritornare alle velocità a cui ero abituato, subendo una ricaduta”. Un nuovo infortunio che arriva in un momento particolarmente delicato per il giovane talento azzurro, che non nasconde le difficoltà affrontate negli ultimi mesi. “In questi mesi ho passato probabilmente i momenti peggiori fino ad adesso: sto vivendo una mancanza di fiducia verso me stesso e i miei mezzi che ultimamente non fanno che ampliarsi, vedendo la strada un po’ sfocata. La mia stagione finisce qui”.