Una cerimonia che celebra il servizio, il sacrificio e la memoria di chi ha servito l'Italia nelle missioni internazionali
Mercoledì mattina, nella sede della Prefettura di Brindisi, Sua Eccellenza il Prefetto Dottor Guido Aprea conferirà ufficialmente al Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano Carlo Fabio Marcello Calcagni la Medaglia al merito di “Veterano delle missioni internazionali”.
Il riconoscimento è stato conferito dal Ministero della Difesa, con determinazione n. 205 del 29 luglio 2026, con il conferimento al Colonnello Calcagni del titolo onorifico di “Veterano delle missioni internazionali” e l’autorizzazione a fregiarsi della relativa Medaglia al merito.
Per il Colonnello Calcagni, questa medaglia rappresenta molto più di una decorazione. Rappresenta la memoria di un servizio prestato lontano da casa, delle missioni internazionali vissute in uniforme e di una storia personale nella quale il senso del dovere ha continuato a convivere con prove profondissime.
“Questa medaglia arriva dopo una vita dedicata al servizio e assume per me un significato che va ben oltre il valore materiale della decorazione. È il riconoscimento di una parte della mia storia, ma anche della storia di tanti uomini e donne che, come me, hanno servito e rappresentato, con onore, l’Italia nelle missioni internazionali”.
Il Colonnello Calcagni vuole dedicare questo momento soprattutto a chi ha condiviso quelle missioni e alle loro famiglie: “Non considero questa medaglia soltanto mia. La considero un riconoscimento collettivo. Dietro ogni militare impegnato in una missione c’è una famiglia che aspetta, che vive preoccupazioni, sacrifici e lontananza. Per questo oggi voglio condividere questo momento con tutti loro”.
La cerimonia assume quindi un significato particolare proprio nella Prefettura di Brindisi, alla presenza del Prefetto Dottor Guido Aprea, quale rappresentante dello Stato sul territorio.
Per Calcagni il riconoscimento si inserisce in un percorso nel quale il servizio, la sofferenza, lo sport e la capacità di continuare a combattere sono diventati parti inseparabili della stessa storia.
“Ho imparato che una medaglia non cancella ciò che è stato. Ma può trasformare la memoria in responsabilità. La responsabilità di continuare a testimoniare, di non dimenticare e di ricordare che dietro ogni uniforme c’è una persona, con la propria storia, i propri sacrifici e le proprie battaglie”.
Oggi, dunque, non viene consegnata soltanto una medaglia. Viene consegnata una memoria. E quella memoria continuerà a vivere. “Mai arrendersi. Nonostante tutto e tutti. Costi quel che costi”.