Cinema italiano in lutto: è morto Tinto Brass

Articolo di Aldo Seghedoni

Considerato da molti il maestro del cinema erotico nostrano, è deceduto all'età di 93 anni nella sua casa a Roma.

Il mondo del cinema è in lutto per la scomparsa di Tinto Brass, deceduto nella sua casa a Roma a 93 anni. Il triste annuncio è stato comunicato all’ANSA dalla moglie e dai figli Bonifacio e Beatrice, che prevedono per i funerali una cerimonia strettamente privata.

Considerato da molti il maestro del cinema erotico italiano, Tinto Brass ha esordito come regista nel 1963 con Chi lavora è perduto (In capo al mondo), poi Ça ira, il fiume della rivolta, L’uccellino, L’automobile, Il disco volante, Yankee, Col cuore in gola, L’urlo, Nerosubianco, Dropout, La vacanza, Salon Kitty, Caligola, Action, La chiave, Miranda, Capriccio, Snack Bar Budapest, Paprika, Così fan tutte, L’uomo che guarda, Fermo posta Tinto Brass, Monella, Tra(sgre)dire, Senso ’45, Fallo! e infine Monamour.

Il press agent Saverio Ferragina, che ha collaborato con Tinto Brass per la strategia mediatica che ha accompagnato il lancio dei suoi ultimi film, ha voluto ricordarlo così: “Lavorare al suo fianco nella comunicazione significava prima di tutto sedersi ad ascoltare. I suoi racconti cinematografici e i suoi infiniti aneddoti di set, sempre accompagnati dall’immancabile sigaro, erano finestre su un cinema che oggi non esiste più: libero, ironico, colto e audace”.

“Insieme abbiamo trasformato quella sua straordinaria capacità di provocare in una strategia di comunicazione che sapeva far sorridere, discutere e riflettere il mondo intero – ha continuato Ferragina all’ANSA -. Un’avventura professionale e umana che porterò sempre con me. Un grande onore aver fatto un pezzo di strada al suo fianco”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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