Malagò tra Totti e Olimpiadi

11 Giugno 2016

"Fare le Olimpiadi con un sindaco contro non è dura: è impossibile per ovvi motivi, è inutile che ci prendiamo in giro. Però bisogna ricordare che qui noi non stiamo parlando di fare le Olimpiadi, qui stiamo parlando di candidarci a fare le Olimpiadi”.
 
Così a Sky TG24 HD il presidente del CONI Giovanni Malagò, rispondendo a Emilio Carelli in merito alla candidatura di Roma per le Olimpiadi 2024, nel corso de L’Incontro, in onda stasera alle 21.30 sui canali 100 e 500 di Sky e su Sky TG24, canale 50 del Digitale Terrestre.
 
“Ho incontrato Virginia Raggi – ha proseguito Malagò - una cosa che mi ha sorpreso positivamente, perché vuol dire grande segno di rispetto nei confronti dell’istituzione che rappresento. Chiunque si sieda sulla poltrona di primo cittadino della città deve sapere che qui non si tratta della candidatura della città di Roma, ma della candidatura di tutto il Paese. Quando Virginia Raggi è venuta qui – ha aggiunto – si è usciti con un comunicato nel quale, con grande franchezza, ha detto di dover dare priorità all’ordinarietà. Ci mancherebbe che la priorità sia la candidatura olimpica, ma qui parliamo di una cosa fra otto anni, quindi finita l’ordinarietà bisogna cominciare a vedere” cosa fare. “E a quel punto è stato detto, scritto e comunicato che non ci sono né prevenzioni né pregiudizi”.
 
Se Roma organizzasse le Olimpiadi del 2024 si creerebbero “170mila posti di lavoro”.
 
“Nei sette anni – ha spiegato Malagò – dal 13 settembre 2017, giorno in cui a Lima, in Perù, si vince o si perde questa gara con le altre città, ad agosto 2024, momento in cui partono le nuove Olimpiadi, se dovessimo vincere ci sarebbero 170mila posti di lavoro. C’è di tutto in mezzo: l’impiegato di concetto, chi dovrà guardare un contratto, chi dovrà stringere un bullone per un impianto sportivo. Di quei 170mila posti, 15mila rimarranno a tempo indeterminato, cioè anche dopo le Olimpiadi”.
 
“Hanno parlato 600 campioni olimpici, mondiali ed europei, di 45 federazioni diverse, compresi tutti i rappresentanti del mondo della disabilità, del mondo del paraolimpico” ma “se parla Francesco Totti automaticamente c’è questa cassa di risonanza”.
 
“Questa – ha spiegato –  è la forza di Totti. Hanno parlato quasi tutti, anche atleti che hanno vinto tre medaglie d’oro, per esempio la Vezzali che ha detto queste cose”, però sono stati riportati chi “in un rigo, chi in un trafiletto, chi in quindici righe. D’altronde – ha concluso – nella nostra classifica di visibilità, nel bene e nel male, ci sono Valentino Rossi, Buffon, Totti e la Pellegrini. Sono questi quattro che si staccano. Le aziende lo sanno, le ricerche di mercato lo confermano. Quando loro parlano ovviamente si sente”.

 

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