Sale a 41 il numero delle vittime del devastante incendio di Capodanno.
Sale a 41 il numero delle vittime del devastante incendio di Capodanno a Crans-Montana. Un giovane svizzero di 18 anni, ricoverato all’ospedale di Zurigo, è morto nella giornata di sabato: lo ha comunicato il Ministero pubblico del Vallese in una nota.
È la prima volta, dal giorno della tragedia, che il bilancio dei morti nell’incendio del bar “Le Constellation” viene purtroppo aggiornato. La procura ha precisato che, allo stato attuale delle indagini, non saranno diffuse ulteriori informazioni, come indicato nel breve comunicato reso pubblico nel primo pomeriggio.
Resta decisamente accesa la polemica sulla discesa libera di Crans-Montana di venerdì mattina, interrotta per motivi di sicurezza dalla FIS dopo la partenza di sei atlete, tre delle quali (Nina Ortlieb, Marte Monsen e Lindsey Vonn) vittime di brutte cadute. Sotto accusa la conformazione della discesa, ritenuta troppo pericolosa anche alla luce delle condizioni meteorologiche e di visibilità, per una gara che arrivava a una sola settimana dall’inizio dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026.
Non sono mancate critiche feroci da parte degli addetti ai lavori, per una polemica che, tra l’altro, non si riferisce soltanto alla gara in sé ma anche al contesto che non ha mantenuto la promessa di sobrietà fatta alla vigilia. Sabrina Gandolfi, che segue per la Rai, da studio, le gare di Coppa del Mondo, non ha usato mezzi termini sui social: “Come accidenti si fa a mettere una discesa (soprattutto del genere) a una settimana dalle Olimpiadi? Stendiamo un velo pietoso sulla musica a palla nella zona degli spalti a neanche un mese dalla tragedia del Constellation. No comment”. Gandolfi, nello stesso post, ha applaudito invece Peter Gerdol, direttore di gara del circuito femminile, che ha preso la decisione di non proseguire la discesa dopo la terza caduta.
“La Repubblica”, che aveva un inviato nella località del Canton Vallese, aveva riferito a tal proposito che molte aziende legate alla promozione dell’appuntamento di Coppa del Mondo non avevano raccolto l’appello della Federazione internazionale, che vietava eventi collaterali legati agli sponsor. All’arrivo, infatti, si sono visti gazebo, bandiere promozionali, gadget omaggio, musica e vendita dei prodotti. Tutto decisamente lontano da quanto auspicato per rendere onore alle vittime della tragedia della notte di Capodanno.