Il vincitore degli US Open 2020 ha parlato dei punti di forza dell'azzurro
L’ex tennista austriaco Dominic Thiem, vincitore degli US Open 2020, in una intervista a BTA Podcast ha svelato alcuni retroscena su Jannik Sinner, e alcuni dettagli sul lavoro che c’è stato da parte dell’altoatesino prima di diventare un campione affermato: “Mi è capitato di vederlo a volte al mattino, prima che iniziasse la giornata, nella palestra dei vari tornei, mentre faceva esercizi molto specifici”.
“Esercizi noiosi, a dire il vero, se li guardi; e penso fossero noiosi anche per lui, esercizi di stabilità molto lenti. Avere la capacità di lavorare duro è un grandissimo talento di per sé. Non si tratta solo di lavorare duro, ma di essere in grado di farlo per tanti anni di fila, con costanza. Conosco molti ragazzi in grado di fare sforzi incredibili, ma dopo qualche settimana o mese, finiscono lì. Si esauriscono. Essere costanti è una chiave fondamentale”, ha puntualizzato Thiem.
Sinner è tutto questo e anche di più: “E’ un lavoratore metodico, incredibilmente stabile in ogni aspetto. E poi, la cosa che risalta di più in questo momento, e che ovviamente non potevi notare quando aveva 16 o 17 anni, è il modo in cui si muove. È incredibile”.
I movimenti in campo lo rendono il giocatore più impressionante del circuito: “Dal vivo fa ancora più impressione: il modo in cui arriva su ogni palla… non importa in quale situazione di pressione tu lo metta, lui è sempre lì e riesce a rimettersi in equilibrio per restituirti una palla difficilissima. Direi che è questo ciò che spicca di più”.
Il lavoro maniacale ha permesso a Sinner si sfruttare e potenziare al massimo il suo talento: “Credo di essermi allenato con lui quando aveva 16 o 17 anni; ovviamente giocava molto bene, era molto solido, ma non potevamo fare previsioni. Sapevamo che avrebbe avuto una bellissima carriera, ma avevo dei dubbi: non sapevo se sarebbe arrivato in top 20, in top 10 o se sarebbe diventato quello che è oggi: una leggenda del tennis che si gioca ogni titolo del Grande Slam”.