L'astro nascente del tennis spagnolo è tornato a parlare dell'Azzurro dopo la loro partita a Madrid: "Potrebbe tirarsela un sacco ma..."
Rafael Jodar in una intervista al Corriere della Sera è tornato a parlare di Jannik Sinner, affrontato ai quarti di finale del Masters 1000 di Madrid. L’astro nascente del tennis spagnolo ha preso l’Azzurro come modello: “Uscire dal campo senza rimpianti è una buona cosa. Se poi l’avversario è stato più bravo, come Jannik alla Caja Magica, ci sta”.
“Parlo come un Sinner diciannovenne? Beh lo prendo come un complimento. Non può che essere un modello, per me. Prima che un campione, è una bella persona. Potrebbe tirarsela un sacco e invece è lo stesso di quando ha cominciato il suo viaggio. Ho imparato molto dalla sconfitta con lui”.
Jodar ha analizzato così la partita con l’altoatesino: “Il mio livello non è ancora il suo. Però ci sono stati momenti del match in cui c’era partita, in cui mi sono detto: wow, Rafa, puoi tenere il confronto con il n.1 del mondo! La mia velocità di palla non è stata all’altezza. Va alzata. Con papà ci siamo detti che è tutto migliorabile: il servizio, la risposta, il gioco di rete. Ogni giorno mi impegno per diventare un tennista migliore del giorno prima”.
Finora il coach resterà suo padre: “Sono cresciuto con papà, devo tutto a lui. Non ha smesso di fare il professore: è diventato il mio prof personale. Non vedo la ragione di cambiare coach ora”.
Tanti grandi del tennis spagnolo lo stanno aiutando a crescere: “David Ferrer è il capitano di Davis della Spagna. Grazie a lui ho potuto unirmi al team come sparring partner nel 2024 e allenarmi con Alcaraz, che oggi considero un amico. Se c’è uno impavido, quello è Carlos! Amo tutto di lui. Ma tutte le decisioni che mi riguardano le prendiamo io e mio padre”.