Golden State in scioltezza in gara-5

“Non vogliamo andare a casa! Non vogliamo andare a casa!”
 
Sono queste le parole gridate con forza dall’MVP dopo un canestro in avvicinamento che ha sostanzialmente chiuso la partita e garantito ai campioni in carica un’altra possibilità in quel di OKC per mantere vivo il proprio regno, visto che Curry in carriera ha giocato dieci serie di playoffs e nelle nove precedenti la sua squadra ha sempre vinto almeno una partita in trasferta.
 
Gara 5 è stata sempre in controllo dei Warriors che hanno ritrovato il vero Steph Curry con 31 punti e tutte le giocate decisive nel quarto periodo, anche quando ha rubato una cruciale palla dalle mani di Kevin Durant.
 
E’ proprio KD il faro dei Thunder che prendono tanti colpi, ma vanno davvero ko solo nel finale quando si rivedono sprazzi di vecchi isolamenti e poca circolazione: “Sono contento di come abbiamo lottato -dice Donovan- non abbiamo avuto una serata brillante al tiro, ma qualche occasione per vincere c’è stata ugualmente”.
 
Nel primo tempo Thompson aggredisce il match come è successo quasi sempre in questa serie, ma trova tantissimo aiuto da un Bogut MVP mascherato della partita, infatti l’australiano chiuderà con 15 punti e 14 rimbalzi vincendo per la prima volta lo scontro con Adams. Westbrook pasticcia molto e perde qualche pallone di troppo, ma nonostante le brutte percentuali OKC ha solo quattro punti da recuperare alla prima pausa.
 
In area pitturata dominano i Warriors, ma la variabile del secondo quarto si chiama Marrese Speights che con nove punti in quattro minuti tiene avanti i suoi e garantisce otto punti di margine alla pausa lunga.
 
Dai blocchi di partenza escono meglio i Thunder che rimontano in apertura sino al -1 grazie a Ibaka, ma i padroni di casa riescono con una difesa più settata ad andare in campo aperto e trovare qualche canestro facile. A sei minuti dal termine del terzo OKC mette la testa avanti per la prima volta nel match grazie a Westbrook, ma è un fuoco di paglia, perché Curry comincia ad entrare in gioco con le sue zingarate al ferro e all’ultimo riposo i Warriors sono ancora avanti di quattro.
 
Durant (40 punti alla sirena) è irreale nel quarto periodo e dopo il nuovo break propiziato da una tripla di Iguodala riporta i suoi a contatto per tentare il colpo gobbo nel finale, ma questa volta i Warriors sanno dove andare. Curry nel momento di massima difficoltà inventa un gioco da tre punti con arcobaleno che rispedisce indietro i Thunder. E’ ancora Curry poi a strappare la palla da un isolamento di Durant e far scoppiare la Oracle Arena nella giocata che mette la parola fine alle residue speranze di OKC. I Warriors non sono pronti ad abdicare: “Nessuno di noi voleva andare a casa -ha detto Thompson- ci divertiamo troppo là fuori” e forzano così una gara sei che sarà molto più difficile dal punto di vista psicologico, ma arriverà con la convinzione di essere tornati a poter dire la propria in questa serie.
 
I risultati della notte:
Golden State-Oklahoma City 120-111 (serie 2-3)

In collaborazione con basketissimo.com.

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