Pietro Sighel squalificato ma non ci sta: “Nessun contatto”

Articolo di Luca Giorgetti

L'Azzurro è stato squalificato ai quarti di finale dei 1.000 metri dello short track per aver ostacolato il polacco Michal Niewinski

Pietro Sighel non ci sta dopo la squalifica ai quarti di finale nei 1.000 metri dello short track. L’Azzurro, grande favorito alla vigilia, è stato squalificato per un contatto con il polacco Michał Niewinski. “Come mi ha detto lui a fine gara non c’è stato nessun contatto, semplicemente le nostre lame si sono toccate – ha detto ai microfoni di Eurosport -. Poi quando ci si tocca con le lame si va giù perché si perde proprio contatto col terreno quindi ci poteva stare il suo avanzamento perché col contatto di lame non c’è penalità”.

“Dal video sembra che tiri una culata ma in realtà non è così, purtroppo il Var è questo: si accetta e basta – ha aggiunto il 26enne trentino -. Chiaramente sono venuto qua per fare bene, sono partito bene, ero molto rilassato anche se è sempre un po’ caotico l’inizio soprattutto se parti dalla quarta posizione ma alla fine mi ero portato in testa. Non mi sembrava di aver fatto grandi scorrettezze però è andata così e ci concentreremo su altre distanze”.

“Chiaramente c’è rammarico: non sono venuto qua di sicuro per uscire ai quarti di finale con l’ennesima squalifica alle Olimpiadi che è molto discutibile però le cose non si possono cambiare e quindi bisogna guardare avanti: ho ancora due distanze, la staffetta maschile. Se ci penso troppo non va bene, quindi ormai è andata, pace” ha concluso Sighel.

Ha fatto discutere il modo in cui Pietro Sighel ha tagliato il traguardo nella vittoria con la staffetta mista in short track: quando ha capito che l’oro era ormai sul suo collo e su quello dei sui compagni di squadra si è girato verso gli avversari e ha varcato la linea di spalle. Come sempre i leoni da tastiera si sono scatenati, dandogli dell’antisportivo e dello sbruffone. Titoli che il campione ha rimandato al mittente.

“Volevo provare a chiudere in un modo epico per il pubblico di casa. Avevamo il buco per farlo, ho cercato di controllare e poi girarmi per gasare un po’ il pubblico. Non volevo mancare di rispetto agli avversari, assolutamente: era più per lasciare un segno al pubblico di casa e gasarlo perché ci ha aiutato molto” ha tagliato corto il trentino ai microfoni di Eurosport.

Laureato in Economia alla Bicocca di Milano, e specializzato col Master in Sport Business Management, collabora per Sportal.it scrivendo articoli di ogni sport dopo l'attenta analisi di dati, fonti e statistiche. In particolare, è appassionato di tennis, che pratica a livello agonistico, e calcio.

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