Romania

Aggiornato Ven 03 Apr 2026 alle 12:35

Le ultime notizie sulla Romania raccontano una storia di dolore, orgoglio e ambizioni spezzate. Il filo conduttore degli ultimi mesi è stato il tentativo della nazionale romena di qualificarsi ai Mondiali 2026, un percorso terminato con una cocente eliminazione e un epilogo drammatico che ha coinvolto direttamente il commissario tecnico Mircea Lucescu.

Lucescu sviene dopo l’eliminazione: le condizioni dell’allenatore

La notizia più recente e più allarmante riguarda proprio Mircea Lucescu, l’80enne tecnico che aveva preso in mano la nazionale romena con l’obiettivo di riportarla ai Mondiali dopo vent’anni di assenza. Il 29 marzo 2026, mentre rivedeva gli highlights della semifinale playoff persa contro la Turchia, Lucescu ha perso conoscenza ed è stato ricoverato in ospedale. Le sue parole, affidate a Golazo, sono state emblematiche: «Mi sono arrabbiato troppo dopo aver visto gli highlights della partita contro la Turchia e ho perso conoscenza, non riuscivo più a respirare. Adesso sto bene».

Non si tratta del primo ricovero per il tecnico più anziano nella storia del calcio internazionale: tra dicembre e gennaio era già finito in ospedale altre due volte, combattendo contro una malattia che non ha mai voluto rivelare pubblicamente. Eppure Lucescu aveva scelto di restare al suo posto, spiegando la sua decisione con parole cariche di senso del dovere: «Non posso andarmene da codardo. Ho un debito nei confronti del calcio romeno». La federazione, dal canto suo, non era riuscita a trovare un’alternativa valida, e il tecnico aveva deciso di andare avanti nonostante le condizioni di salute precarie.

L’eliminazione per mano della Turchia ha rappresentato un colpo durissimo. La Romania aveva già vissuto momenti difficili durante le qualificazioni, come l’episodio di Denis Dragus, espulso dopo soli due minuti dal suo ingresso in campo contro la Bosnia con un calcio volante in testa a un avversario, lasciando i compagni in dieci in un momento cruciale. Quella sconfitta per 3-1 aveva costretto la Romania ai playoff, da cui è poi uscita senza qualificarsi. Lucescu non sarà presente nemmeno per l’amichevole contro la Slovacchia prevista per martedì: i medici lo terranno ancora sotto osservazione.

Il cammino della Romania verso i Mondiali 2026: tra speranze e rimpianti

Il percorso della nazionale romena nelle qualificazioni ai Mondiali 2026 era iniziato con risultati incoraggianti. Nel marzo 2025, la Romania aveva travolto San Marino per 5-1 in trasferta, con reti di Cevoli (autogol), Popescu, Marin, Hagi su rigore e Alibec. Poi, nel novembre 2025, aveva inflitto un pesante 7-1 ai Titani in casa, in una partita che aveva ricordato per certi versi la storica sfida del 1993 tra San Marino e l’Inghilterra: anche in quell’occasione, Nicolas Giacopetti aveva segnato dopo appena 111 secondi, regalando un momento epico a una squadra destinata alla sconfitta.

Nonostante i risultati positivi contro le nazionali più deboli del girone, la Romania non era riuscita a ottenere la qualificazione diretta, chiudendo al terzo posto nel proprio raggruppamento dopo la sconfitta contro la Bosnia. I playoff si erano rivelati un ostacolo insormontabile, con la Turchia a spezzare il sogno di Lucescu e della sua generazione di calciatori. «Abbiamo fatto errori incredibili che ci sono costati la qualificazione», ha dichiarato il tecnico dal letto d’ospedale, incapace di darsi pace.

A rendere ancora più amaro il bilancio, c’è il confronto con quanto accaduto appena due anni prima. Nell’estate del 2024, la Romania aveva vissuto una delle sue stagioni più esaltanti degli ultimi anni, partecipando a Euro 2024 in Germania sotto la guida di Eduard Iordanescu. I romeni avevano vinto il girone E battendo clamorosamente l’Ucraina per 3-0 nella gara d’esordio, con un gol di Stanciu nato dall’errore del portiere Lunin e poi le reti di Marin e Dragus. Avevano poi pareggiato con la Slovacchia qualificandosi come primi del gruppo, prima di arrendersi all’Olanda per 3-0 negli ottavi di finale. Al termine di quella competizione, Iordanescu aveva lasciato con parole piene di orgoglio: «Abbiamo concluso una grande storia. I rumeni devono credere in se stessi».

Quella fiducia sembrava poter alimentare un nuovo ciclo vincente, ma il cambio di guida tecnica e le difficoltà nelle qualificazioni mondiali hanno ridimensionato le aspettative. Lucescu, subentrato nel 2024 con l’entusiasmo di chi vuole lasciare un’ultima grande eredità al calcio del suo paese, si ritrova ora a fare i conti con la delusione più grande e con una salute sempre più fragile. La sua storia rimane comunque quella di un uomo che ha scelto di non arrendersi, fino all’ultimo respiro — quasi letteralmente.

Le ultime news sulla Romania calcistica dipingono quindi un quadro complesso: una nazionale che ha dimostrato di poter competere ad alti livelli in Europa, ma che continua a faticare nei momenti decisivi delle qualificazioni mondiali. E un allenatore leggendario che, a 80 anni, ha voluto scrivere un ultimo capitolo della sua carriera con tutto il cuore, pagandone un prezzo altissimo in termini di salute. La storia di Lucescu resterà impressa nella memoria del calcio romeno, indipendentemente dal risultato finale.