Paolo Galbiati
Aggiornato Sab 13 Giu 2026 alle 10:15La stagione 2024-25 della Dolomiti Energia Trentino resterà nella storia del basket italiano come una delle più straordinarie mai vissute dal club bianconero, e al centro di questo percorso c’è stato senza dubbio Paolo Galbiati, il tecnico nato a Vimercate nel 1984 che ha saputo trasformare un gruppo giovane e rinnovato in una realtà capace di competere ai massimi livelli. Le ultime notizie lo riguardano in un momento cruciale: i playoff scudetto e l’annuncio del suo addio a fine stagione.
L’addio annunciato e il playoff contro l’Olimpia Milano
La notizia che ha scosso l’ambiente trentino è arrivata all’inizio di maggio: Galbiati lascerà Trento al termine della stagione, una decisione maturata già prima della Coppa Italia e resa ufficiale attraverso un comunicato del club. «La scelta di lasciare il club l’ho maturata già da tempo», ha ammesso lo stesso allenatore, sottolineando però come questa decisione non abbia mai influito sul lavoro quotidiano. Il direttore generale Andrea Nardelli ha confermato che si tratta di una scelta «assolutamente legittima», in linea con la filosofia del club che si propone come trampolino di lancio per i propri collaboratori.
Nonostante l’annuncio dell’addio, Galbiati si è presentato ai playoff con la consueta determinazione. Alla vigilia di gara-1 contro l’Olimpia Milano, in programma il 17 maggio al “Il T Quotidiano Arena”, il tecnico bianconero non ha usato mezzi termini nel descrivere l’avversario: «Milano è chiaramente una squadra di altissimo livello: ha recuperato pedine fondamentali, è imprevedibile per profondità e talento, ha enorme esperienza ed è guidata dal coach più importante del nostro campionato». Un elogio sincero nei confronti di Ettore Messina, con cui Galbiati condivide un legame particolare, avendo allenato le giovanili milanesi per sei anni.
Ciò che ha colpito nelle parole del tecnico non è stata solo la stima per l’avversario, ma la profonda connessione emotiva con il suo gruppo. «Mi ricorda molto un gruppo storico per me, l’Under 17 del ’96/’97 che allenavo a Milano», ha dichiarato Galbiati, descrivendo una squadra capace di celebrarsi a vicenda, senza invidia, con entusiasmo genuino per i successi altrui. Un riferimento speciale è andato al capitano Toto Forray: «Il mio sogno è che questo viaggio continui… perché Toto se lo merita».
Un anno straordinario: dalla Coppa Italia ai playoff
Per comprendere la portata del lavoro svolto da Galbiati, basta ripercorrere i momenti salienti della stagione. A febbraio, Trento ha conquistato la Coppa Italia per la prima volta nella sua storia, battendo in finale proprio l’Olimpia Milano con un netto 79-63. Un trionfo storico che ha fatto esplodere la gioia del tecnico: «Toto meritava di conquistare il suo primo trofeo, lo meritavano il presidente e la società». Per Galbiati si è trattata della seconda Coppa Italia in carriera, dopo quella vinta con l’Auxilium Torino nel 2018.
Prima di quel trionfo, la regular season aveva raccontato di una squadra capace di imprese notevoli. Trento aveva stabilito il record di otto vittorie consecutive in LBA, poi portato a dieci, con una prestazione offensiva da 119 punti a Scafati che aveva segnato il nuovo primato di punti segnati in una singola partita di Serie A. Il palazzetto trentino era diventato un fortino quasi inespugnabile, con sold out consecutivi che avevano trasformato il “Il T Quotidiano Arena” in uno dei palcoscenici più caldi del campionato italiano.
Galbiati aveva saputo gestire con intelligenza anche i momenti difficili, come le sconfitte pesanti in EuroCup — su tutte il 110-70 subito a Istanbul contro il Bahcesehir — rispondendo sempre con umiltà e spirito di reazione. «Non possiamo competere a questo livello se giochiamo così poca intensità», aveva detto dopo quella serata, scusandosi pubblicamente con i tifosi. Una trasparenza che ha sempre contraddistinto il suo approccio alla comunicazione.
Il legame con Trento e il futuro
Il rapporto tra Paolo Galbiati e Trento è stato qualcosa di più di un semplice contratto di lavoro. «Da quando sono arrivato qui a Trento sono cresciuto tantissimo, soprattutto dal punto di vista umano», ha confessato il tecnico nell’annunciare il suo addio. Un legame che si è costruito partita dopo partita, con un pubblico che ha risposto in maniera straordinaria: dai pochi tifosi della Coppa Italia ai sold out sistematici in campionato, fino alle oltre 3.000 presenze nelle partite di EuroCup.
Ironia della sorte, proprio l’Olimpia Milano — il club dove Galbiati ha mosso i primi passi come allenatore delle giovanili — è stata sia la vittima della Coppa Italia che l’avversaria nei playoff. Già nella stagione precedente Trento aveva battuto Milano in gara-1 dei playoff al Forum di Assago, prima di essere eliminata. Questa volta, con il fattore campo dalla propria parte e la consapevolezza di un gruppo maturo e coeso, le ambizioni erano ancora più alte.
Qualunque sia stato l’esito della serie playoff, il bilancio del lavoro di Galbiati a Trento appare già straordinario: una Coppa Italia storica, record di vittorie consecutive in LBA, la partecipazione all’EuroCup e un’identità di squadra riconoscibile e ammirata. «Trento resterà per sempre un pezzo importantissimo della mia vita», ha concluso il tecnico. Parole che suonano come un arrivederci, non come un addio definitivo al grande basket italiano.